Il Tirreno

Prato

Rilasciava false attestazioni di domicilio per far ottenere i permessi di soggiorno

L'ingresso della questura di Prato
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L'ingresso della questura di Prato

Un nigeriano di 40 anni è stato denunciato dalla polizia perchè usava l'appartamento della madre in piazza Mercatale a Prato per fare falsametne  risultare il domicilio ad extracomunitari richiedenti permesso di soggiorno. Denunciati anche altri dodici africani

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PRATO. Un quarantenne nigeriano, con abitazione in piazza Mercatale a Prato, è stato denunciato per i reati di contraffazione di documenti utili al rilascio del permesso di soggiorno, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e sostituzione di persona, mentre sette nigeriani, quattro gambiani e uno della Guinea Bissau, di cui cinque al momento irreperibili, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di contraffazione di documenti utili al rilascio del permesso di soggiorno, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato.

Tutto questo è avvenuto a conclusione di un'attività investigativa del personale dell'Ufficio Immigrazione delòla questura di Prato facendo accertametni  su pratiche di richieste di rilascio di permessi di soggiorno, anche per motivi di “protezione internazionale”. Già nel corso degli ultimi anni il personale di polizia addetto alla ricezione delle istanze di asilo ed incaricato dell’esame documentale delle stesse aveva rilevato che alcuni stranieri, al solo fine di soddisfare il requisito alloggiativo previsto dalla norma, presentavano “dichiarazioni di ospitalità” spesso fasulle o comunque tese a dimostrare fatti non corrispondenti alla realtà. In alcuni casi, infatti, gli stranieri facevano capo agli stessi alloggi, appartamenti questi che tuttavia non erano effettivamente abitati dai richiedenti asilo, ma usati soltanto come requisito formale di copertura, utile per ottemperare alle imposizioni normative circa l’obbligatorietà a fornire un adeguato domicilio all’ufficio ricevente l’istanza. Nell’ambito dei predetti controlli, l’attenzione degli operatori si era recentemente soffermata su un’abitazione di piazza Mercatale, alloggio di proprietà di un pratese ma dato in locazione ad una cittadina nigeriana, che risultava essere abitato da un numero di persone sicuramente non in linea con le caratteristiche dell’appartamento, di circa 80 mq di grandezza. Nel corso delle verifiche gli agenti hanno accertato che un buon numero pratiche di rilascio di titoli di soggiorno per protezione internazionale, riguardanti cittadini di nazioni africane provenienti in prevalenza dalla Nigeria, ma anche dal Gambia e dalla Guinea Bissau, facessero capo proprio a questo stesso appartamento di piazza Mercatale. Gli accertamenti compiuti hanno così consentito di appurare con certezza che tutte queste dichiarazioni di domicilio fossero  false, prodotte fittiziamente al solo fine di completare l’iter burocratico delle pratiche di soggiorno, poiché in realtà nell’appartamento gli stranieri non avevano mai dimorato, oppure risieduto solo per qualche giorno, né avevano mai conosciuto la sua formale locataria nigeriana. L’abitazione veniva infatti in realtà gestita dal quarantenne figlio della donna, il quale, previo pagamento di una quota extra di circa 50 euro a straniero, acconsentiva, sottoscrivendo falsamente le pratiche a nome della madre, a far risultare sulle stesse il fittizio domicilio nella casa.

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di Redazione web