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il caso 

Mega cartellone pubblicitario “sboccia” alla rotonda del Pino

Alessandro Formichella
Mega cartellone pubblicitario “sboccia” alla rotonda del Pino

Un professionista pratese resta indignato «Non solo è indecoroso ma può anche essere pericoloso per gli automobilisti». Sori: «Tutto regolare» 

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PRATO. Diciotto metri quadrati di pannello pubblicitario, che non mettono d’accordo. Tanto è la superficie di un pannello sei metri per tre che sta finendo di essere installato in questi giorni nella zona del “Pino”, vicino alla rotonda di via Galcianese. Eppure, sentiti gli organi competenti, è tutto in regola con autorizzazioni, materiali usati, distanze dal centro della rotonda stessa, ed è quindi conforme al piano comunale sulle installazioni pubblicitarie. Ma in zona qualcuno alza l’indice, come a dire che quel “cartello non c’ha da stare”. Un residente del “Pino”, che vive lì a pochi metri, è sicuro che quel pannello per la pubblicità “non è decoroso ed è anche pericoloso per gli automobilisti che girano sulla rotonda di via Galcianese». A dirlo è un professionista pratese che lavora nel Macrolotto 1 e che vive proprio in prossimità delle rotonda. Il fatto che l’installazione permanente sia messa a pochi metri dalla chiesa della parrocchia dell’Ascensione al Pino, un figurone molto probabilmente non lo fa, ma stando al piano e al regolamento del comune e dell’ente esattore, la Sori, è tutto in regola, Niente da eccepire, anche dopo ulteriori controlli fatti proprio dai dipendenti della Società pratese di riscossione.

«È indecoroso – prosegue – lo si guardi, è enorme, deturpa, messo qui su lato della strada di via Galcianese. Ce ne sono altri per Prato di queste dimensioni, ma a cosa servono questi cartelli che secondo me sono anche pericolosi?» . Ma non è così. Di pannelli di questo tipo e di questo modello, posti ad una altezza non eccessiva seppur di dimensioni extra large, a Prato ce ne sono molti. Si trovano un po’dovunque, dal macrolotto 2 ad altre aree della città. “Sono il modello di pannello pubblicitario che segue i regolamenti comunali anche nell’uso dei materiali – precisa il direttore della Sori, Enrico Cecchini – anzi si potrebbe dire che in base ai costi di gestione ed esazione, sono la misura più conforme alle esigenze della pubblicità oltre ad essere fatti con materiali sicuramente molto più decorosi di tante altre cose». Insomma, niente né di irregolare né di così tanto deformante. Ma l’indice del professionista resta puntato sul pannello pubblicitario, e più in generale su come, a suo giudizio, viene gestita non solo la pubblicità a Prato. «Non sono l’unico in zona che vede questo pannello come una cosa deturpante», prosegue ancora il residente del “Pino”, ma ribatte Cecchini «abbiamo fatto dei nuovi controlli proprio martedì, la distanza di 25 metri dal centro della rotonda è rispettata come tutte le altre norme e prescrizioni, compreso naturalmente il piano del comune». Per entrare nei numeri, un pannello pubblicitario di queste dimensioni fa introiettare al Comune 1. 800 euro annui di tasse, più 10mila euro di cauzione che vengono versati al momento della domanda. La pubblicità, pannelli e insegne, a Prato si misurano con una cifra non indifferente di esazioni e tasse. Nel solo 2018 sono già entrati nella casse comunali due milioni di euro di tasse. –

Alessandro Formichella

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