Gioco
L’Opificio J.M. ora ha cambiato pelle. Aperta da due giovani pizzeria gourmet
All’interno del locale che realizzò l’attore John Malkovich potranno essere ospitati eventi live e feste di compleanno
PRATO. Nuova gestione per l’ “Opificio J. M. Lievita” in piazza San Marco. Da pochi giorni il locale è in mano a due ragazzi, Luca Santeramo, 36 anni, e Andràs Béla Lorinczy che di anni ne ha 30. La gestione mantiene, in parte, l’insegna del concept store che nel 2010 avviò l’attore americano John Malkovich.
Dal 23 novembre, giorno della riapertura, l’Opificio sta andando alla grande e i due soci sono soddisfatti. Entrambi sono già esperti nel settore dato che Luca ha un altro locale (il Blender, in via Garibaldi) mentre Andràs, ungherese di origine ma in Italia dall’età di 5 anni, ha lavorato nell’ambito dei bar e della ristorazione. E così i due hanno deciso di ridare vita all’Opificio, chiuso da alcuni mesi, che ora è una pizzeria gourmet. Aperto la sera (la chiusura è il martedì), dal prossimo anno l’idea è quella di proporre anche l'aperitivo serale e il brunch domenicale. «E poi – dicono Andràs e Luca – sempre dal 2019 ci sarà musica live un paio di sere a settimana».
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La sala può ospitare 90 coperti: «Mentre – dice Santeramo – per quanto riguarda la saletta al piano superiore, questa ha una capienza di una cinquantina di posti e la riserviamo per feste di vario tipo come compleanni o battesimi».
L’interno del locale è cambiato e i due soci hanno dato l’impronta che preferivano, inoltre hanno ricavato una zona dove c’è un piccolo palco che dal prossimo anno sarà utilizzato per la musica dal vivo. L’ambiente è caldo e accogliente e poi c’è la particolarità degli impasti utilizzati per le pizze: «C’è l’impasto con farine nobili macinate a pietra – specifica Luca Santeramo – e per quanto riguarda il lievito utilizziamo solo quello madre. C’è poi la singolarità dell’impasto gourmet, ovvero una farina di riso venere».
L’impasto viene infornato senza condimento, una volta cotto viene tagliato in 8 spicchi sui quali vengono applicati ingredienti particolari. E tutte le pizze (ad eccezione di quelle classiche) hanno nomi rigorosamente di artisti musicali. Ecco, ad esempio, la “Pearl Jam” dove sugli otto spicchi ci sono carciofi, arancia e menta piperita, oppure la ‘Rolling Stones’ (che è quella che sta andando per la maggiore) con acciughe del mar Cantabrico, fiori di zucca croccanti, piennolo giallo e stracciatella.
Poi ovviamente ci sono le pizze tradizionali per passare ai calzoni. Oltre a Andràs e Luca lavorano nel locale altre cinque persone. In questo periodo all’interno dell’Opificio chi è a cena può anche ammirare la mostra di quadri di Silvia Paci: «Vogliamo dare spazio a giovani artisti del territorio – termina Andràs Béla Lorinczy – e periodicamente ospiteremo altre opere sempre di personaggi del posto. E poi da marzo sarà possibile anche gustare le nostre pizze all’aperto dove allestiremo tavoli per un totale di 70 posti».
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