Il Tirreno

Prato

Messaggi offensivi e foto proibite sul web: la “giornata tipo” dei ragazzi delle medie

Maria Lardara
Nel grafico i risultati del questionario
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Nel grafico i risultati del questionario

Prato, esaminato un campione di 2.370 studenti e 427 adulti. C’è chi accetta denaro in cambio di immagini o dati personali

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PRATO. Uno su due ha lasciato messaggi offensivi in rete. Parolacce, insulti, prese in giro. Ma per i genitori di questi ragazzi comportamenti del genere si contano sul palmo della mano. Un ragazzo su tre (35%) ha avuto accesso a contenuti vietati ai minori di 18 anni mentre oltre la metà (51%) ha subito un’offesa su un canale di messaggistica istantanea, in testa Whatsapp che è quello più utilizzato (95%). Hanno fra gli 11 e i 14 anni i ragazzini e le ragazzine al centro di una corposa ricerca sull’impatto dei social media sulle nuove generazioni curata dagli psicologi Francesco Pagnini e Francesco Brizzi della coop Sed (servizi per l’educazione digitale).

L’indagine. Sotto la lente d’ingrandimento, un campione di 2370 studenti di seconda e terza media delle scuole pratesi insieme ai rispettivi genitori (427 adulti). Hanno risposto a un questionario (anonimo) di 37 domande durante l’anno scolastico 2017/2018. I risultati saranno presentati venerdì 7 dicembre in una giornata di convegno promossa dalla cooperativa Alice in collaborazione con il Sed, dal titolo “Adolescenti e social media: rischi e opportunità”. «La ricerca fa emergere tre assi d’intervento su cui occorre lavorare: la famiglia, la scuola e gli operatori che lavorano nel campo dell’educazione», spiega Paolo Di Mattia, responsabile formazione della coop Alice.

Ragazzi sempre connessi. Solo il 3% dei ragazzi sta lontano dai social mentre il 60% ne utilizza più di uno. Il loro preferito è YouTube (87%), seguito da Instagram (75%), Musical. ly (43%), Snapchat (41%) mentre Facebook si colloca al quinto posto (26%). Notevole il tempo trascorso sui social: per il 60% dei ragazzi la frequenza è quotidiana. Ma tutti i giorni si sta più connessi a Whatsapp (85%). E oltre la metà degli interpellati (52%) ha conosciuto nuove persone in una chat.

Aggressività in rete. Colpisce la discrepanza delle risposte date dai due campioni, quello degli adulti e quello degli studenti. L’aggressività verbale dei ragazzi (il 51% ha raccontato di aver offeso tramite la rete) viene percepita diversamente dai loro genitori per i quali i ragazzi che hanno usato la rete per offendere sono solo il 9%. L’offesa corre per lo più sul filo delle applicazioni di messaggistica (40%), meno sui profili social e su YouTube. Quand’è che l’aggressività verbale sfocia in cyberbullismo? «Abbiamo rilevato casi di ragazzi che per offendere hanno usato più di un ambiente digitale – racconta lo psicologo Francesco Brizzi – rientrando in un profilo di potenziale cyberbullo. La tendenza all’aggressività verbale, correlata al distacco dei genitori rispetto alle azioni dei figli sul web, concorre a creare un elemento di rischio per i comportamenti di cyberbullismo». Il 56% dei ragazzI ha ricevuto consigli dei genitori per navigare in modo più sicuro in rete.

La trappola dei regali. Molti episodi di bullismo in rete ruotano intorno all’uso inappropriato di immagini personali. Così 213 ragazzi (9%) hanno inviato foto private con contenuti sessualmente espliciti, materiale che è stato ricevuto invece da 726 ragazzi, ovvero il 31% del campione. Insomma, più foto ricevute che inviate. Questo perché potrebbe esserci un sommerso nella fase dell’invio dietro account falsi. Preoccupa, infine, che il 12% del campione abbia ricevuto un’offerta di regali (cellulari, ricariche, soldi) in cambio di una foto chiesta da contatti della rete.

Youtube batte Instagram. Il social media che fa caricare i video piace agli adolescenti pratesi. «Questo potrebbe essere una risorsa – fanno sapere dal Sed – mentre bisogna stare attenti a Instagram che permette di creare relazioni attraverso l’impiego di foto e immagini». 
 

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