Il Tirreno

Prato

Il Tribunale ordina la restituzione di beni per 2,5 milioni alle famiglie Ahmetovic e Halilovic

di Paolo Nencioni
Alessandro Ahmetovic, uno dei rom al quale erano stati sequestrati i beni
◗
Alessandro Ahmetovic, uno dei rom al quale erano stati sequestrati i beni

Colpo di scena nel procedimento nato dalle indagini della Finanza sui cosiddetti "falsi poveri": i giudici hanno dato ragione ai rom

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Le famiglie rom Ahmetovic e Halilovic rientreranno presto in possesso di beni per un valore di 2 milioni e 412.000 euro che erano stati sequestrati dalla guardia di finanza nel giugno del 2017 in quella che fu chiamata l'operazione "Falsi poveri" sul presupposto della sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti. Lo ha deciso oggi, 4 dicembre, il Tribunale presieduto da Francesco Gratteri (estensore Carlo Cataudella, a latere Leonardo Chesi) sciogliendo la riserva sulla richiesta di convalida del sequestro ai fini della confisca. Sul caso è intervenuto anche il ministro Salvini.

VIDEO. Dal nostro archivio

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.17532056:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/la-rom-sfrattata-a-prato-se-avessi-soldi-comprerei-una-casa/87959/89511]]

Un autentico colpo di scena, che azzera completamente le misure di prevenzione patrimoniale adottate un anno e mezzo fa in quanto, dicono sostanzialmente i giudici, si è accertata la mancata sussistenza di correlazione temporale tra le condotte delittuose e i beni sequestrati.

In altre parole, ragiona il Tribunale, se un soggetto compie furti dal 2000 al 2010 e poi acquista una casa nel 2015 non c’è la prova che l’abbia acquistata col provento di quei furti, anche se nel frattempo non ha dimostrato di avere altre fonti di reddito, come nel caso in questione.

La decisione riguarda le posizioni di Alessandro Ahmetovic, Djula Ahmetovic, Patrizia Ahmetovic, Valter Ahmetovic, Delija Halilovic, Thomas Halilovic, Daicor Ahmetovic, Misel Ahmetovic, Marsella Ahmetovic, Seravino Ahmetovic, Aida Halilovic, Gemina Salkanovic, Munevera Sejdovic e Ana Adzovic.

VIDEO. Dal nostro archivio

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.17532058:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/falsi-poveri-parla-la-matriarca-rom-io-sono-una-povera-vera/84387/85932]]

Il decreto di sequestro finalizzato alla confisca, emesso nel giugno 2017 dal Tribunale di Prato, fu spiegato all'epoca, era arrivato "a conclusione delle indagini svolte dal Nucleo di Polizia tributaria su proposta avanzata - quale misura di prevenzione patrimoniale - su conforme richiesta dei pubblici ministeri Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri coordinati dal procuratore della Repubblica di Prato Giuseppe Nicolosi, dopo aver valutato la perdurante pericolosità sociale di sette appartenenti allo stesso nucleo familiare di etnia Rom che nel tempo, servendosi anche di prestanome, sono riusciti a disporre di beni per un valore evidentemente sproporzionato rispetto ai redditi percepiti e dichiarati".

"Ad accendere i riflettori sulle evidenze patrimoniali accumulate in un arco temporale di ben tre lustri - si disse - sono state le intense indagini che hanno messo alla luce la mancata dimostrazione della legittima provenienza dei beni nella disponibilità de cittadini rom, la manifesta sproporzione tra il patrimonio accumulato dagli stessi e dai propri nuclei familiari (altri 8 soggetti) per un valore di 2,4 milioni di euro, l'approfondimento di 16 operazioni bancarie classificate "sospette" dalla Banca d'Italia ed inviate al reparto pratese dal Nucleo speciale Polizia Tributaria di Roma".

Ora la decisione del Tribunale dà ragione su tutta la linea agli avvocati difensori, tra cui Antonio Bertei, Giuseppe Nicolosi, Antonino Denaro, Antonio Simoncelli, Gabriele Terranova, Tommaso Magni, Katia Dottore Giachino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web