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Prato

Ricatto a luci rosse, assolto il notaio

L'accesso al Palazzo di giustizia di Prato (foto d'archivio)
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L'accesso al Palazzo di giustizia di Prato (foto d'archivio)

Prato, Placido Di Bella scagionato dalle accuse di tentata estorsione e violenza privata nei confronti dell'ex amante

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PRATO. Assolto dalle accuse di tentata estorsione e violenza privata nei confronti dell’ex amante. Questa la sentenza del giudice Cristina Mancini nel processo di primo grado che vedeva come unico imputato il notaio Placido Alcide Di Bella. Una sentenza che riguarda solo una delle cause civili e penali che in oltre dieci anni hanno visto contrapporsi i due ex amanti, il notaio settantaquatrenne e una donna di 57 anni. Di Bella, difeso dall’avvocato Alberto Cavaciocchi molto soddisfatto dell’esito, è stato assolto dalla tentata violenza privata perché il fatto non costituisce reato e dall’estorsione perché ha ritenuto che per quel fatto non si debba procedere.

“Il giudice ha ritenuto che quei fatti non costituiscano estorsione, ma esercizio arbitrario delle proprie ragioni – dice Cavaciocchi – che non è un’ipotesi di reato”. Rosanna Bruno è difesa dagli avvocati Sabrina Serroni e Maria Di Rocco.  Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Laura Canovai che ha ereditato l’inchiesta da Eligio Paolini,  Di Bella avrebbe estorto una grossa somma di denaro alla donna minacciando di inviare alla figlia delle foto a luci rosse che ritraevano la madre impegnata in atti sessuali. Accuse che il giudice ha ritenuto infondate.

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