La manifestazione
Montemurlo e Prato contro la pena di morte
prato. Prato e Montemurlo celebrano insieme la Festa della Toscana. I due Comuni hanno messo a punto, per il secondo anno consecutivo, un calendario di iniziative condivise per festeggiare l’anniversa...
prato. Prato e Montemurlo celebrano insieme la Festa della Toscana. I due Comuni hanno messo a punto, per il secondo anno consecutivo, un calendario di iniziative condivise per festeggiare l’anniversario, che ricorre il 30 novembre, della prima legge che abolì la pena di morte, emanata nel 1786 proprio nel Granducato di Toscana da Leopoldo di Lorena. Per la 18ª edizione della festa, istituita nel 2001 dalla Regione – che quest’anno ha come sottotitolo “Dai Medici ai Lorena: il Granducato di Toscana, faro di civiltà per l’Europa” – Prato e Montemurlo hanno promosso una serie di incontri nelle scuole medie e uno spettacolo teatrale. «Quella della pena di morte è una tematica ancora attuale purtroppo – commenta la presidente del consiglio comunale pratese Ilaria Santi – dato che si applica ancora in diversi Stati moderni». Come Stati Uniti, Giappone e Cina. Gli incontri con gli alunni delle scuole medie si terranno domani e venerdì e coinvolgeranno, per Prato, gli istituti Malaparte, Mascagni, Ser Lapo Mazzei e convitto Cicognini, per Montemurlo le scuole Salvemini e La Pira. «Faremo un lavoro di riflessione sulla pena di morte e la certezza della pena – spiega la presidente del consiglio comunale di Montemurlo Antonella Baiano – È importante partire dalle nuove generazioni per costruire una cultura di responsabilità e prevenire l’intolleranza». Gli studenti realizzeranno poi degli elaborati (anche video) sul tema. L’appuntamento con il teatro, per le scuole e per i cittadini, è invece per il 3 dicembre, alle 11, nella sala Banti di Montemurlo e il 20 dicembre, alle 10. 30 per le scuole e alle 21. 30 per tutti, ad Officina Giovani a Prato. In scena, ad ingresso gratuito, “Memorie del boia”, della compagnia Catalyst, scritto da Stefano Massini, con la regia di Riccardo Rombi. — F.P.
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