Il lutto
La Società della salute “vince” quasi un milione
Grazie al successo di due bandi arrivano fondi europei. Verso l’autonomia: per i dipendenti (per ora) non cambia nulla
PRATO. Arrivano bei soldoni importanti per l’assistenza sociale e la lotta alla povertà e alle persone disagiate. Sono quelli dei due bandi regionali presentati dalla Società della salute all’inizio dell’anno, presidente ancora Michele Mezzacappa. Bandi che, notizia di questi giorni, sono stati vinti e potranno così beneficiare dei fondi europei. In tutto sono 850.000 euro, suddivisi in tre progetti arrivati tutti ai primi posti della graduatoria: “Prisma”, riservato all’inclusione sociale degli emarginati; “Point”, di cui beneficeranno i carcerati e le loro famiglie (in particolare con la creazione di un punto informativo mobile che li accompagna). Infine, legato al secondo, il terzo progetto “Svolta”, sempre rivolto agli ex detenuti in semi-libertà.I finanziamenti ammontano a 532.000 euro per Prisma, 201.000 per Svolta e 120.000 per il Point. «Un fatto molto positivo» commenta Luigi Biancalani, ’attuale presidente della Società della salute, nonché assessore al sociale del Comune. «È un supporto importante rivolto a due categorie svantaggiate come le persone che vivono in marginalità estrema e i detenuti. Ora viene il difficile. Non perché si tratti di finanziamenti a rischio, ma perché questi fondi vanno redicontati e va tracciato un programma preciso di spesa». Restando in argomento di servizi sociali, Biancalani tiene a precisare che a Prato non ci sono più le lunghe liste di attesa che vengono attribuite ai servizi sociali. «Nelle rsa abbiamo tante richieste, ma spesso l’attesa dipende dal fatto che dobbiamo vagliare i requisiti e molti non li hanno. L’inserimento nelle strutture è questione di qualche giorno. Azzarata anche la lista di attesa sulla non autosufficienza». Biancalani replica ai familiari della rsa di Narnali, che nei giorni scorsi hanno lamentato i ritardi sulla struttura chiusa due anni fa dopo la vicenda dei maltrattamenti. «Non capisco a quali ritardi si riferiscano. Sappiamo da un anno che nella struttura ci andranno le cure intermedie e il 30 novembre la struttura verrà consegnata».
La Sds passa di mano
Come noto, da gennaio scadenza le convenzioni in atto tra Società della salute, Asl e Comune. La Sds passerà così dalla gestione indiretta a quella diretta, diventando così un organismo autonomo. «In questa fase stiamo discutendo soprattutto sugli aspetti sindacali dei 50-60 dipendenti, fra assistenti sociali e altre figure, che passeranno da Comune e Asl alla Società della salute. Abbiamo concordato che nei primi mesi continueranno a mantenere il contratto degli enti da cui provvengono». —
Francesco Albonetti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
