Il Tirreno

Prato

Aule al freddo e gli studenti del Rodari non entrano a scuola - Video

La protesta delle studenti del liceo Rodari (foto Sproviero/Batavia)
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La protesta delle studenti del liceo Rodari (foto Sproviero/Batavia)

Prato, vivace protesta davanti all'ingresso del liceo per il riscaldamento guasto. In mattinata la caldaia è ripartita ma il preside ha inviato una lettera ai genitori di chi non ha fatto lezione

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PRATO. Dopo il Dagomari, tocca agli studenti del liceo psicopedagogico Rodari di via Galcianese protestare per il riscaldamento guasto. Ieri mattina, mercoledì 28, un nutrito gruppo di studenti, circa duecento, in gran parte ragazze perché sono in maggioranza rispetto ai maschi fra gli iscritti, non è entrato in classe. I ragazzi si sono radunati nella sorta di anfiteatro da cui si accede al liceo e anche all’istituto Marconi, urlando slogan e attaccando alcuni fogli su un’installazione nel giardino. Secondo quanto hanno raccontato la caldaia ha avuto problemi fino dalla sua accensione quest’anno, funzionando un giorno sì e uno no. «Anche stamattina aule ghiacce e nei corridoi non ci si sta».

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Una custode ha poi detto che dopo la prima ora il riscaldamento è ripartito, invitando i ragazzi a rientrare, ma loro non ne volevano sapere. «Non ci crediamo che sia aggiustato – tuona una studentessa – anche gli altri giorni andava a singhiozzo». Il problema sembra sia nato da un fusibile rotto che, una volta sostituito, ha risolto il problema dell’impianto. La caldaia però funziona con un timer e bisognava aspettare l’orario di accensione e che gli ambienti si scaldassero. Il preside Mario Di Carlo non ha gradito la protesta, tanto che ha inviato una lettera ai genitori annunciando provvedimenti nei confronti di chi non è entrato a scuola.

Ma poi ha preferito adottare la carota al bastone. «Nessun provvedimento nei loro confronti – dice – ma una lettera alle famiglie affinché come assunzione di corresponsabilità per i loro figli. Spetterà a loro giustificare l’assenza». Di Carlo aggiunge che, in realtà, il problema si era già risolto martedì pomeriggio: «Era saltato un fusibile della caldaia e c’è voluto qualche giorno prima che arrivassero i tecnici. Ma già nel pomeriggio di martedì lo hanno sostituito e l’impianto di riscaldamento è ripartito. Stamattina quando una parte dei ragazzi ha inscenato la protesta l’impianto funzionava perfettamente e le aule erano calde». Alla manutenzione della scuola, compresa quella dell’impianto di riscaldamento, ci pensa la Regione, che incarica una ditta esterna.

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