Il Tirreno

Prato

centro anti-violenza 

Quasi una donna al giorno chiede aiuto a “La Nara”

Maria Lardara
Quasi una donna al giorno chiede aiuto a “La Nara”

Seguiti 326 casi in un anno. Sono in maggioranza italiane e non denunciano La storia di Vittoria venuta allo scoperto grazie a un compagno di scuola del figlio

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PRATO. Vittoria e Simona si vedono tutte le mattine a scuola. I loro figli sono compagni di classe. Le due mamme si conoscono appena e l’una sa poco dell’altra. I loro bimbi hanno 6 anni e si raccontano quello che possono raccontarsi i piccoli a quell’età. Come le vacanze al mare. «Io al mare con la mamma e il babbo non ci voglio andare, perché se succede qualcosa alla mamma, io che faccio?» Quella frase sussurrata da Matteo, il figlio di Vittoria, arriva all’orecchio di mamma Simona. Suona molto più che un campanello d’allarme. Simona alza il telefona, prova a parlare con Vittoria. Quest’ultima troverà il coraggio per confidarsi e iniziare lentamente un percorso di uscita dalla violenza domestica. Vittoria è una delle 326 donne seguite dal centro antiviolenza La Nara fra il 1° luglio 2017 e il 30 giugno 2018: la sua testimonianza è inserita nel decimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana curato dall’Osservatorio sociale della Regione.

TESTIMONIANZE IN RETE

La storia di Vittoria è emblematica di quanto siano importanti le reti di relazioni (in questo caso declinate al femminile) per rompere l’isolamento di chi subisce i maltrattamenti. Nel suo caso si era creata una rete informale di sostegno composta dai genitori dei compagni di classe del figlio, protagonisti addirittura di una raccolta fondi per sostenere lo sportello del centro antiviolenza. «Nel caso specifico sono i compagni di classe a rendersi conto della situazione e informare i genitori – osserva la ricercatrice Daniela Bagattini che insieme a Silvia Brunori, Mariella Popolla, Gennaro Evangelista e Luca Caterino ha curato il rapporto - Per questo, sul riconoscimento della violenza assistita che coinvolge i minori serve un lavoro importante degli educatori». Quelli di Matteo sono occhi di innocenti che hanno visto la propria madre sprofondare nella violenza fra le mura domestiche. Si chiama violenza assistita, appunto. E a Prato, quasi due minori ogni mille bambini e ragazzi residenti sono stati vittime di violenza assistita nel corso del 2017.

I NUMERI

Una donna ogni 346 residenti s’è rivolta a uno dei cinque punti d’accesso del centro La Nara fra il 1° luglio 2017 e il 30 giugno 2018. Se sono 326 i casi seguiti in questo arco temporale (tra nuovi accessi e prese in carico), ne deriva che mediamente una donna al giorno ha avuto necessità di bussare alla porta di un centro antiviolenza. Il trend è in aumento, complice una maggiore consapevolezza degli strumenti e delle possibilità per chiedere aiuto: fra il 1° luglio 2017 e il 30 giugno 2018 sono stati 248 i nuovi accessi a fronte dei 238 del2016-2017.

IL PROFILO

E’ italiana la maggioranza delle donne che hanno avuto accesso per la prima volta al centro La Nara (65,7%): in termini assoluti, sono state accolte 163 italiane e di 85 straniere. Prato è la seconda realtà dopo Firenze con la quota più bassa di denunce: il 69% delle donne arrivate al centro non ha sporto denuncia all’autorità giudiziaria. Maggiore è la propensione a denunciare fra le straniere vista la mancanza di una rete (amici e parenti) che le porterebbe a chiedere aiuti altrove. E fra le italiane, è più frequente la denuncia per stupro o tentato stupro se quest’ultimo è perpetrato da stranieri non partner. —

Maria Lardara

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