Il Tirreno

Prato

la proposta 

«Rivogliamo la biblioteca al museo Pecci»

Riccardo Tempestini
«Rivogliamo la biblioteca al museo Pecci»

L’ex vicepresidente Nigro si rammarica della mancanza del Cid e del Dipartimento educazione durante la presentazione di un libro

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prato. “Rivogliamo il Cid e il Dipartimento educazione”. Ecco in stretta sintesi quanto è emerso al Centro Pecci, giovedì durante la presentazione del libro “Il Centro Pecci. Costruire un’idea”, scritto da Maria Teresa Bettarini per raccontare la storia del museo dal 1980 al 1995. Dopo l’introduzione della direttrice Cristiana Perrella, è stata Giovanna, la figlia di Luigi Pecci, a ricordare, commossa, la figura del nonno Enrico e di coloro che gli furono vicini nel progetto, così come ha sottolineato quando fece l’allora assessore alla cultura e primo presidente del museo Massimo Bellandi. Giuliano Gori, socio fondatore e patron della Fattoria di Celle, ha invece ricordato alla folta platea dei presenti, il clima e il fervore della Prato quando fu allestita in piazza San Marco la statua di Henry Moore. Ma la testimonianza più interessante e con aneddoti a tratti finora sconosciuti, è stata portata da Giampiero Nigro, già primo vicepresidente del museo e già assessore alla cultura del Comune di Prato e, poi preside della Facoltà di economia a Firenze. «Non fu semplice elaborare il progetto, ma il cavalier Enrico trovava sempre la sintesi per risolvere i problemi» ha spiegato Nigro, per poi far presente che il museo fu realizzato per diventare un grande laboratorio per la “cultura di base”. E qui è arrivato il primo appunto per la mancata attività del Cid, la biblioteca specializzata e dell’assenza di spazi per il Dipartimento educazione. L’autrice Teresa Bettarini, segretaria generale del museo dal 1987 al 1995, già in pensione ma ora direttore amministrativo della Fondazione Festival dei Due mondi di Spoleto, ha spiegato com’è nata l’idea del libro, edito da Gli ori. Anche lei si è unita al rammarico di Nigro per la mancanza della biblioteca del museo e del dipartimento educazione. Infine la direttrice Perrella ha assicurato il proprio impegno per la riapertura del Cid e del dipartimento educazione. Una promessa che però va accompagnata da adeguati finanziamenti per poter ultimare i grandi spazi destinati al Cid, come quelli per il dipartimento, educazione, ricordando che il nuovo Centro Pecci, inaugurato ben due anni fa non è stato ultimato, così come la mezzaluna di Staccioli è sempre abbandonata lungo la tangenziale. —

Riccardo Tempestini

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