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Prato

Elezioni, "Prato 2040" lancia una propria lista

Diego Blasi, uno degli animatori di Prato 2040
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Diego Blasi, uno degli animatori di Prato 2040

Il raggruppamento di sinistra alternativo al Pd propone 300mila euro per gli stage dei giovani e si presenterà alla città il primo dicembre

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PRATO. L’appuntamento, in programma sabato 24, è slittato a sabato prossimo, 1° dicembre (ore 18 ex Corale Verdi in via Santa Trinita), ma la lista civica promossa dall’associazione Prato 2040 si farà. «Una cosa diversa da tutte quelle che sono in campo – spiegano i promotori – L’iniziativa del 1° dicembre è una proposta che facciamo ai cittadini, alle associazioni e anche ai partiti. Uniamoci e costruiamo insieme una lista civica per il cambiamento. Nessuno è autosufficiente».

L’assemblea sarà diretta da Giulia Giraudo, una delle coordinatrici di Prato2040 ,e saranno presenti, con interventi, i promotori del progetto tra cui Barbara Mercuri, Gabriele Terranova, Alessandra Artese, Silvia Norcia, Lorenzo Bigagli, Luca Soldi e altri ancora. Diego Blasi – portavoce di Prato2040 – presenterà infine il manifesto politico del movimento. «Una lista civica che serve come il pane ma che ancora non c’è – ci tengono a precisare gli organizzatori – Nascerà solo se tante forze ed energie, anche diverse tra loro, riusciranno a mettersi insieme per costruire un progetto di governo concreto per battere la destra».

Di alleanze e coalizioni Prato2040 non vuole sentirne parlare. «In questo momento non è una discussione che ci interessa – spiega Diego Blasi – Una discussione noiosissima che interessa a cinquanta persone in tutta la città. Vedo che Pd e sinistra passano il tempo a litigare e battibeccarsi di continuo sui giornali e sui social, noi siamo un’altra cosa. Discutiamo con tutti e se le nostre idee vengono appoggiate da altri partiti siamo contenti. Per noi prima di tutto vengono i contenuti e la costruzione di un profilo politico nettamente alterativo alla destra».

Da qui la prima proposta: «300mila euro da mettere a bilancio come incentivo alle imprese per pagare gli stage ai giovani. Nella nostra città c’è una generazione di laureati e studenti che attraverso i tirocini lavora gratis per le imprese e per gli studi professionali. Noi diciamo basta, il lavoro va pagato. Con una misura del genere possiamo non far gravare i costi sulle aziende e contemporaneamente contrastare una sacca di precarietà sempre più diffusa

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