Il dolore
La Lega è ormai archiviata Garnier è pronta a candidarsi
La tessera del Carroccio non sarà più rinnovata. «Il 10 dicembre spiegherò le motivazioni della mia scelta: in centinaia aspettano che scenda in campo»
PRATO
«Lo spray antiviolenza? No, io non l’ho ritirato quando la Lega l’ha distribuito». Diversamente da Patrizia Ovattoni e Susanna Ceccardi, rispettivamente segretaria provinciale e commissaria regionale della Lega, Marilena Garnier “snobba” la famigerata bomboletta al peperoncino contro le aggressioni cara al popolo leghista. Marilena Garnier ha in tasca la tessera del Carroccio, quella che non rinnoverà più dal 1° gennaio 2019. Fine di un amore, quello con la Lega, sbocciato soltanto otto mesi fa quando Garnier era approdata al partito di Salvini. L’addio a quest’ultimo è ormai cosa certa anche se la consigliera comunale eletta alle amministrative del 2014 nella lista “Biffoni per Prato” non si sbilancia. I suoi rapporti con la Lega li chiarirà meglio il 10 dicembre, in una serata all’Art Hotel. Garnier, perché l’addio? «Spiegherò meglio le motivazioni il 10 dicembre, in occasione di una serata promossa dalla mia associazione “Garnier per Prato”. Fino al 31 dicembre rimango comunque in quota Lega in consiglio comunale» Lei entrò in consiglio comunale con 339 preferenze. Pensa di avere ancora il seguito di cinque anni fa? «Direi di sì. Ottenni tutte quelle preferenze facendo solo 15 giorni di campagna elettorale. Chi mi conosce e mi ha votata sa quanto mi sia impegnata per la città in questi anni. E poi ci sono gli iscritti all’associazione». Quanti? «Centinaia. Non ho il numero sotto mano, l'associazione dovrebbe essere a quota 500-600» Annunciò la sua corsa a sindaca nel maggio 2017, giocando decisamente d’anticipo rispetto alle amministrative del 2019. È sempre di quell’idea? «I miei sostenitori s’aspettano che scenda in campo». Poi però c’è stata la parentesi della Lega e ora il passo indietro. Il 10 dicembre ufficializzerà dunque la sua candidatura a sindaco? «Può darsi che lo faccia» Sarebbe una candidatura civica… «Credo che il civismo alternativo ai partiti abbia ancora una sua ragione d’essere a Prato nella misura in cui riesce ad aggregare persone di diversa estrazione sociale che hanno a cuore il bene della città». Qualcuno potrebbe rimproverarle di aver cambiato più volte casacca. «Chi mi conosce sa che mi contraddistingue l’onestà intellettuale al di là delle bandiere o dei colori politici. Se la maggioranza facesse una cosa buona, non avrei difficoltà ad ammetterlo» A questo proposito, cosa “salva” del lavoro della giunta Biffoni? «Hanno fatto un buon lavoro sulle ciclabili, anche se abbiamo piste “a pezzetti”, su piazza Ciardi e piazza San Niccolò. Il programma di Biffoni era bellissimo ma è stato fatto ben poco» Il centrodestra più volte ha insistito sulla necessità di un candidato di bandiera. «Mi auguro facciano scelte intelligenti per non penalizzare la città. Esistono tante città governate da sindaci civici…». —
MARIA LARDARA
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