Proteste
Uno dei parà si è avvalso della facoltà di non rispondere
Gli altri 3 militari del reggimento Nembo di Pistoia saranno interrogati giovedì La Procura di Prato li accusa di aver preteso soldi dai cinesi durante dei controlli
prato
Il ventunenne Mattia Carrabs,, di Santa Maria a Monte, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il quarantaquattrenne Corrado Emanuele Pepe, di Pistoia, ha chiesto un rinvio a giovedì del suo interrogatorio, nel giorno in cui sono già stati fissati anche gli interrogatori del ventiquattrenne Dimitri Dallai e del trentaquattrenne Alessandro Ranieri Fazzi, entrambi di Prato.
Primo giorno di interrogatorio con fumata grigia per quanto riguarda l’inchiesta che vede i quattro militari paracadutisti del 183° reggimento Nembo di Pistoia, messi agli arresti domiciliari con l’accusa di concussione per aver preteso somme di denaro da cinesi durante dei controlli nella zona industriale del Macrolotto, nell’ambito del pattugliamento per il progetto Strade sicure.
I pattugliamenti nel corso dei quali sarebbero stati chiesti i soldi ai cinesi sono avvenuti in zone nelle quali non era previsto il pattugliamento (per questo i quattro militari dovranno rispondere anche di violata consegna). Le "regole d'ingaggio" del pattugliamento dei paracadutisti non prevedono che, in assenza di altre forze dell'ordine, possano procedere a controlli e identificazioni. I fatti contestati ai quattro paracadutisti sono otto, da maggio a luglio, e ogni volta si trattava di 50 o 100 euro.
L’inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Prato, Lorenzo Gestri è partita dopo la segnalazione fatta da un italiano con il quale uno dei cinesi taglieggiato si era confidato. Per la polizia è stato poi facile verificare l’attendibilità della denuncia. Ieri il primo tentativo per ascoltare la versione dei militari.
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