Sicurezza
Prato, il reddito di cittadinanza toccherà a ottomila famiglie
Prato, una simulazione sul numero di residenti che avranno diritto al sussidio voluto dal M5S: ma si calcola che l’assegno sarà inferiore ai 300 euro
PRATO. Nella Giornata mondiale dei poveri, in cui anche il vescovo Franco Agostinelli pranza insieme alla mensa La Pira insieme ai bisognosi, si calcola a quanti pratesi potrebbe spattara il reddito di cittadinanza. Secondo i calcoli del “Sole 24 Ore”, saranno ottomila le famiglie pratesi che potranno accedervi. Il suo varo, così atteso, avverrà nei primi tre mesi del 2019, anche se ad ora non si conoscono le modalità con le quali un singolo o una famiglia potrà accedere al sussidio. Si sa che, come detto giorni fa dal viceministro all’economia Laura Castelli, sarà lo Stato, attraverso l’Inps, a individuare i beneficiari. Il resto, è ancora un po’ un mistero, se il sussidio andrà su una tessera ad hoc, sul conto corrente o su un altro strumento digitale col quale fare le spese e così lasciare traccia di ogni passaggio di denaro. Perché di denaro pubblico, si tratta. Il primo dato che emerge su Prato è che le famiglie con Isee inferiore o pari a 9.360 euro (limite massimo dell’indicatore della situazione economica per accedere al Rdc) sono 8.000, un numero più alto delle 6.000 persone in stato di indigenza così come finora emergeva da alcune, seppur parziali, rilevazioni. Il numero delle persone e delle famiglie che necessitano di supporto economico, parrebbe ora molto più alto.
MENO DI 300 EURO A FAMIGLIA. Ottomila famiglie obiettivo del reddito di cittadinanza, non è un numero esiguo. E Prato è fra le città toscane che si trova in una posizione migliore di molti altri capoluoghi. Per accedere a questa forma di sussidio si dovrà avere un Isee del nucleo familiare che non superi 9.360 euro complessivi annui e non si abbia la proprietà della casa. Le proiezioni sviluppate fino ad ora indicano che il 7,8 % dell’intero numero delle famiglie residenti a Prato potrebbe godere dell’assistenza economica. Ma se si considera lo stanziamento generale di 9 miliardi per tutta Italia, la cifra media che potrebbe arrivare anche alle ottomila famiglie pratesi non dovrebbe superare i 293 euro mensili, molto al di sotto dell’obiettivo dei 780 euro.
Ma c’è da considerare ancora che la maggior parte dei finanziamenti andrebbe a molte città del sud Italia e a Prato il sussidio potrebbe essere ancora più basso. In molti casi anche al di sotto della media del Rei – reddito di inclusione – voluto dal precedente governo Gentiloni. La platea di riferimento è rappresentata da persone maggiorenni che si trovano in una condizione di povertà assoluta - inoccupati o disoccupati - in cui dovrebbero essere compresi anche i cittadini extra-comunitari residenti in Italia da almeno 5 anni. Inclusi anche i pensionati, ai quali sarà riconosciuta, in questo caso, la pensione di cittadinanza. «Di certo, sarebbe importante mettere mano ai centri per l’impiego e alla loro riorganizzazione» precisa Annalisa Nocentini, pratese, segretaria generale della Uil Toscana.
Un terzo di pratesi in "povertà relativa”. Prato si trova al 60° posto in Italia per numero potenziale di nuclei familiari che potrebbero godere del reddito di cittadinanza. Eppure la città, soprattutto nell’ultimo decennio, primeggia nella penisola per capacità dei risparmi privati, cifre a nove zeri ma in mano ad un numero sempre più ristretto di persone. Una forbice sociale che si allarga in modo sempre più deciso, con una ricchezza sempre più alta ma in mano a poche persone, una classe media sempre più assottigliata e un generalizzato impoverimento. «Non c’è da stupirsi – esclama Alessandro Fabbrizzi, Cgil segretario della Camera del lavoro – da una nostra ricerca incrociando i dati Irpef e Isee 2017 di 14mila contribuenti pratesi presso l’Inca, il 34 % è nella povertà relativa e una buona parte nella povertà assoluta. È un dato da prendere con le dovute cautele ma comunque molto alto. Il malessere sociale è pesante in città».
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