Operaio denuncia di essere stato sequestrato in azienda - Video
Pachistano chiede aiuto ai connazionali durante il corteo per il rispetto dei diritti dei lavoratori nelle aziende cinesi. Intervento della polizia in via del Molinuzzo
PRATO. È sempre più caldo il fronte che contrappone gli imprenditori cinesi ai lavoratori di altre nazionalità, soprattutto pachistani, impiegati nelle aziende orientali. Ieri pomeriggio, 17 novembre, un vasto spiegamento di forze dell’ordine ha accompagnato il corteo organizzato dal sindacato Si Cobas per protestare contro l’aggressione di due operai, picchiati da un gruppetto di cinesi la sera del 6 novembre nella zona di via Montalese.
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Ma mentre era in corso la manifestazione, agli organizzatori è arrivata la telefonata di un operaio pachistano che chiedeva aiuto da un’azienda cinese di via del Molinuzzo. Si tratta del pachistano che all’inizio della settimana era stato aggredito da un cinese all’interno dell’azienda, riportando ferite guaribili in otto giorni. Secondo la Questura era stata una lite per futili motivi, ma stando alla versione del ferito le cose potrebbero essere andate diversamente. Il pachistano sostiene di aver ricevuto diversi messaggi dal titolare della ditta che gli intimava di tornare al lavoro, nonostante fosse in malattia. Gli avrebbero detto che si sarebbe dovuto limitare a fare le pulizie, ma una volta in azienda lo avrebbero adibito alle sue solite mansioni. Stufo del trattamento subito, l’operaio ha detto che sarebbe andato alla manifestazione dei suoi connazionali e a quel punto, stando sempre alla sua versione, lo avrebbero picchiato e chiuso dentro il capannone, da dove è riuscito a mettersi in contatto coi suoi connazionali grazie al telefono cellulare.
Appena la notizia ha raggiunto la manifestazione, i pachistani e i sindacalisti del Si Cobas hanno preteso di andare in soccorso dell’operaio e hanno raggiunto via del Molinuzzo, scortati dalla polizia. Secondo quanto riferito da Luca Toscano del Si Cobas, la polizia ha liberato l’operaio pachistano e sta facendo accertamenti su quello che è accaduto nel capannone. L’operaio nel frattempo è stato portato al pronto soccorso per le contusioni riportate. Si tratta dell’ultimo di una lunga serie di episodi che dimostrano come all’interno delle fabbriche cinesi sia in corso una dura battaglia tra i titolari delle aziende e la manodopera pachistana, stufa delle condizioni di lavoro.
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