Sicurezza
Calciopoli toscana, a Prato chiesto il processo per l'ex arbitro Trefoloni e altri 18 indagati
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente del Prato Toccafondi, dell'ex direttore di gara oltre al funzionario comunale Piantini e ai costruttori Grassi e Mazzeo. Tra i baby calciatori arrivati illegalmente in Italia l'attaccante del Genoa Kouamé. Chiesta l'archiviazione per il consigliere comunale Vannucci
PRATO. La Procura di Prato ha chiesto il rinvio a giudizio di 19 persone al termine dell'inchiesta dei sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli sulla tratta di baby calciatori dall'Africa all'Italia, tra cui Christian Kouamé, attaccante del Genoa, le partite combinate nel campionato di Eccellenza e le presunte irregolarità nei lavori di ristrutturazione dello stadio Lungobisenzio. Tra i 19 imputati ci sono il presidente del Prato Paolo Toccafondi, il segretario Alessio Vignoli, l'ex arbitro di serie A Matteo Trefoloni, il mediatore ivoriano Ghislain De Grange Akassou, il carabiniere Goffredo Brienza, i costruttori Giuseppe Mazzeo e Sandro Grassi, il funzionario del Comune Luca Piantini, gli ex calciatori Enrico Gutili e Filippo Zacchei, mentre per il consigliere comunale Luca Vannucci, indagato per corruzione insieme a Toccafondi, è stata chiesta l'archiviazione. Per lui resta in piedi l'accusa di omessa denuncia delle presunte irregolarità dei lavori allo stadio, per il quale ha chiesto la messa alla prova.
Toccafondi è accusato, insieme all'ex presidente della Sestese Filippo Giusti, al procuratore Filippo Pacini (questi due giudicati separatamente) e al mediatore ivoriano Akassou di aver procurato l'ingresso illegale in Italia di Christian Kouamé, all'epoca minorenne, e dei calciatori Adama Diarrassouba, Thomas Kouassi e Samuel N'Dri producendo all'ambasciata italiana in Costa d'Avorio falsi documenti su stage sportivi temporanei nel Prato e nella Sestese per ottenere il visto d'ingresso, quando invece l'intenzione era quella di tesserare i giocatori e ricavare un profitto dalla loro vendita (com'è accaduto nel caso di Kouamé). Toccafondi e Vignoli sono accusati anche di aver fatto un falso per attestare che un collaboratore ivoriano della Sestese aveva chiesto a Vignoli di prendere in affidamento i calciatori minorenni. E ancora Toccafondi di aver aiutato la donna ivoriana Stephanie Nety a fingersi madre del giovane calciatore Esmond Davilla Nety (quando in realtà era la zia) per poi offrirlo alla Fiorentina. Il carabiniere Goffredo Brienza, all'epoca in servizio alla stazione di Vaiano, è accusato di essere entrato abusivamente nella banca dati delle forze dell'ordine per girare a Paolo Toccafondi informazioni riservate sul collaboratore ivoriano della Sestese col quale era in corso una controversia. Un altro ingresso illegale in Italia riguarda il giovane calciatore della Guinea Issiaga Camara, fatto arrivare secondo l'accusa da Toccafondi e Vignoli con la complicità del procuratore Mauro Cevoli, giudicato separatamente.
Quanto ai lavori di ristrutturazione dello stadio Lungobisenzio, la Procura accusa l'allora dirigente del servizio Edilizia pubblica del Comune di Prato, Luca Piantini, e il dipendente Francesco Sanzo (giudicato separatamente), insieme ai costruttori Giuseppe Mazzeo e Sandro Grassi di aver fatto un falso nell'affidamento dei lavori di somma urgenza alla Castelnuovo Lavori sostenendo che era stata la Questura l'8 giugno 2017 a sollecitare la necessità di spostare la tribuna ospiti, e di aver poi retrodatato un verbale al 14 giugno, mentre in realtà era stato redatto il 7 luglio, per dare formale copertura ai lavori di demolizione che erano già stati fatti. I presunti falsi commessi da Luca Piantini gli sono valsi anche l'accusa di aver tratto in errore il sindaco Biffoni quando al primo cittadino toccò rispondere in consiglio comunale a un'interrogazione presentata dalla consigliera del M5S Silvia La Vita.
C'è poi la parte relativa alle presunte frodi sportive per favorire la Sestese nel campionato di Eccellenza 2016/17. Matteo Trefoloni, presidente del Comitato regionale arbitri della Toscana, insieme all'arbitro Federico Masilunas, al vice presidente della Lega nazionale dilettanti Fabio Bresci e all'ex presidente della Sestese Filippo Giusti (le ultime due posizioni sono state stralciate), è accusato di aver fatto un accordo per alterare il risultato dello spareggio play out tra Nuova Chiusi e Sestese (finita 3-1 per la Sestese). Per la partita Nuova Chiusi-Foiano sono accusati di frode Enrico Gutili (già allenatore della Sestese), Bruno Mugnai (già direttore generale della Sinalunghese), Filippo Zacchei e Luca Brini, calciatore e allenatore del Foiano. Tra le altre partite che secondo la Procura sono state combinate ci sono Porta Romana-Castiglionese, Sestese-Zenith Audax (per la quale l'allenatore della Zenith Andrea Bellini ha chiesto di patteggiare una condanna a un anno e quattro mesi), Castiglionese-Sestese, Valdarno-Bucinese, Lastrigiana-Bucinese, Aglianese-Firenze Ovest (per il quale l'allora presidente dell'Aglianese Fabrizio Giusti si sarebbe detto disposto a pagare) e Porta Romana-Lastrigiana.
Ecco l'elenco completo degli imputati per i quali la Procura di Prato chiede il rinvio a giudizio: Paolo Toccafondi, Alessio Vignoli, Ghislain De Grange Akassou, Goffredo Brienza, Luca Piantini, Giuseppe Mazzeo, Sandro Grassi, Matteo Trefoloni, Federico Masilunas, Enrico Gutili, Bruno Mugnai, Filippo Zacchei, Luca Brini, Alvaro Finocchi Arcipreti, Stefano Fiorini, Christian Prosperi, Farbzio Giusti, Piero Colzi e Niccolò Terrafino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
