Il Tirreno

Prato

Lotta allo sfruttamento 

«Lavorano nell’azienda cinese per una paga di 2,50 euro l’ora»

PAOLO NENCIONI
«Lavorano nell’azienda cinese per una paga di 2,50 euro l’ora»

La denuncia del Si Cobas che ha organizzato un presidio davanti a una ditta nella zona industriale di Montemurlo e oggi manifesterà nel centro di Prato

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Lavorano 84 ore alla settimana, anche di notte, per uno stipendio di 900 euro al mese: a conti fatti 2,50 euro all’ora. La denuncia arriva dal sindacato Si Cobas, che ieri mattina ha organizzato un presidio davanti a una stamperia cinese in via Labriola a Montemurlo, non distante dall’azienda, anche questa a conduzione cinese, dove da settimane è in corso una dura vertenza per gli stessi motivi. Anche in questo caso di tratta in gran parte di lavoratori pachistani che si ribellano alle condizioni di lavoro imposte dalla proprietà.

Secondo il sindacato Si Cobas è questa la regola in tante aziende a conduzione cinese a Montemurlo e non solo. «Per anni – scrivono – i lavoratori hanno lavorato su turni di 12 ore al giorno per 7 giorni su 7 con salari da fame. In questo caso, costretti anche a restituire una parte del proprio stipendio al ricevimento delle buste paga».

Il sindacato ha annunciato che presidierà i cancelli dell’azienda di Montemurlo «fino all’apertura di una trattativa che riporti i diritti e la dignità dei lavoratori nell’azienda. Chiediamo alla Prefettura e a tutte le istituzioni di intervenire con tutti gli strumenti disponibili: è inaccettabile che a Prato nel 2018 possano esistere realtà simili di schiavitù e caporalato». Un primo risultato è già stato ottenuto: la Prefettura ha fissato un tavolo di confronto al quale è stata convocata anche la proprietà dell’azienda di Montemurlo. L’incontro si terrà martedì in Prefettura.

Oggi alle 14,30 invece partirà una manifestazione del Si Cobas dalla stazione centrale di Prato e il corteo percorrerà le strade del centro per concludersi in piazza Mercatale. L’iniziativa è nata in segno di solidarietà ai due lavoratori pachistani aggrediti una decina di giorni fa nella zona di via Montalese da un gruppo di cinesi. Il sindacato sospetta che siano stati puniti per aver preteso il rispetto dei diritti nella loro azienda.

Sull’episodio sta indagando la squadra mobile della polizia, ma al momento gli aggressori non sono stati ancora identificati e dunque non è stato provato il collegamento tra la vertenza sindacale e la presunta spedizione punitiva.

Alla manifestazione di oggi aderisce anche “Prato in comune”, l’aggregazione di forze a sinistra del Pd. «Al di là delle competenze della magistratura e delle specificità di questi fatti - si legge in una nota - è ormai evidente, più in generale, che il corto circuito di sfruttamento e di barbarie che da molto tempo sta imperando in molti comparti del lavoro a Prato e nel paese è allarmante e va spezzato. Se non ci sarà una piena plurale e ferma presa di posizione – duratura nel tempo – non solo della politica ma della società pratese tutta vorrà dire che tutto questo non lo si vuol in realtà fermare. Per questo – per quanto di competenza della politica – tali tematiche saranno al centro del nostro impegno oggi e nell’immediato futuro». —

PAOLO NENCIONI

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