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i forum per l’acqua pubblica 

«Altro che proroga la gestione Publiacqua è stata fallimentare»

AZELIO BIAGIONI

PRATOIl Forum toscano dei movimenti per l’acqua è contrario alla proroga fino al 2024 della concessione a Publiacqua. Ed elenca una serie di motivi per esprimere il suo netto no. «Si possono...

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Il Forum toscano dei movimenti per l’acqua è contrario alla proroga fino al 2024 della concessione a Publiacqua. Ed elenca una serie di motivi per esprimere il suo netto no. «Si possono sintetizzare in alcuni punti le ragioni principali del nostro essere contrari – spiega Rita Biancalani portavoce del Forum – La gestione di Publiacqua è una gestione fallimentare e non lo diciamo noi come Forum toscano dei movimenti per l’acqua ma lo sottolineano i dati emersi dalla relazione del direttore generale dell'Ait relativi al 2017. E che non hanno trovato la stessa eco della proroga. Sono dati che evidenziano un sostanziale fallimento. Siamo nelle ultime fasce per elementi essenziali come qualità dell’acqua, nonostante il gestore dichiari che la nostra acqua è cara perché tra le migliori d’Italia, l’autorità nazionale la classifica nella penultima classe. Lo stesso vale per il numero di perdite, il servizio fognature è nella classe peggiore e lo stesso è per rapporti con la clientela. C’è poi da tenere presente che una proroga così importante avrebbe dovuto prevedere una discussione in consiglio comunale cosa che non è avvenuta. Però i sindaci di Prato, Pistoia e Firenze si sono fatti promotori della cosa, escludendo tutti gli altri comuni che sono circa una cinquantina. Contestiamo, dunque, il metodo utilizzato che è antidemocratico. Basta dire, che alcune amministrazioni hanno appreso della cosa attraverso la stampa. Ma – aggiunge Biancalani – la proroga non è effettiva: prima deve attraversare un percorso alla conferenza territoriale 3, poi dall’Ait, Arera e quindi approvata dall’assemblea Ait». Quelli del Forum sono, quindi, contrari e sostengono che da qui al 2021(alla scadenza naturale della concessione) ci sia tempo più che sufficiente per una ripublicizzazione dell’acqua e sono, inoltre, contrari ad una società in house, sia pure a capitale interamente pubblico, perché – sostengono - che l’azienda resterebbe soggetta al diritto privato. —

AZELIO BIAGIONI

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