Sicurezza
Chiusi dentro la scuola: "Bastava una telefonata e li avremmo fatti uscire"
Prato, la vicepreside del professionale Marconi ha ricostruito l’incidente nel quale è rimasta ferita una corsista che era rimasta chiusa all’interno dell’istituto
PRATO. La campanella dell'istituto Marconi suona alle 18.30. O meglio, non è una vera e propria campanella di scuola visto che gli studenti in questione sono adulti che frequentano un corso pomeridiano di meccatronica, uno di quelli organizzati da agenzie esterne. Finisce la lezione, è ora di lasciare il professionale di via Galcianese. Tutti i corsisti escono, tranne due: un uomo e una donna. Passano altri cinque minuti, forse qualcosa di più, ma quando è il momento di aprire il portone d'uscita non si apre. I due scoprono così di essere rimasti chiusi nella scuola, sul tardo pomeriggio di mercoledì 14 novembre. Uscita bloccata, luci abbassate.
Per cercare di cavarsela da soli e credendo che nell’edificio non fosse rimasto nemmeno più un custode (in realtà ce n’erano due), i due si sono addentrati nei meandri dei locali a piano terra. Secondo il racconto della vicepreside del Marconi Lorenza Nocentini, la corsista avrebbe fatto il salto da un muretto, alla ricerca di una possibile via di fuga della scuola: un inciampo fatale che l’ha fatta finire in un attimo nella rampa di un seminterrato. Un volo di qualche metro che è costato a questa donna di 43 anni una corsa al pronto soccorso in codice rosso e cinque punti di sutura: è intervenuta un’ambulanza della Misericordia che ha la sede proprio lì davanti. La professoressa Nocentini non si dà pace di come sia potuto accadere.
A quell’ora lei al Marconi c’era, insieme ad altri docenti impegnati in consigli di classe nell’altra ala dell’istituto, sul lato del liceo Cicognini-Rodari. S’è subito allarmata quando ha visto arrivare l’ambulanza a scuola, chiamata dall’uomo che ha assistito al volo della compagna di corso. «È stata una fatalità: i due corsisti hanno avuto fretta di uscire – osserva la vicepreside - Bastava una telefonata alla scuola, qualcuno avrebbe aperto il cancello. Il Marconi è diviso in due ali comunicanti, una delle quali era ancora aperta». Magari questa è un’informazione ben nota agli studenti del professionale che ne conoscono gli ambienti, non a chi frequenta occasionalmente l’edificio per un corso di formazione.
Per la vicepreside non esiste nessuna falla nella sicurezza della scuola. «La presenza delle rampe di discesa da quel muretto è ben segnalata. Senz’altro siamo molto dispiaciuti per questo incidente». Ieri mattina la vicepreside ha telefonato alla polizia municipale, intervenuta sul posto mercoledì sera, per accertarsi delle condizioni di salute della donna. Fra l’altro la caduta sarebbe avvenuta sul suolo esterno all’edificio, dove appunto finiscono le rampe di discesa. La direzione del Marconi (al momento dell’incidente il preside Tiziano Pierucci si trovava fuori Prato) ha inviato tempestiva comunicazione alla Provincia, ente competente per gli istituti superiori, per riferire quanto accaduto.
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