Il dolore
Non accetta la separazione e tormenta l’ex marito
Prima sfascia la camera da letto, poi lo aggredisce e infine lo riempie di messaggi Il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento anche alla figlia e alla suocera
prato
Cento messaggi al giorno, con richieste pressanti, implorazioni e minacce di suicidio. La vita di un impiegato poco più che quarantenne era diventata un incubo, a causa della ex moglie che non accetta la separazione. Fino a quando l'uomo non si è rivolto alla Procura, ottenendo che alla donna venisse imposto il divieto di avvicinamento alla sua casa e ai luoghi che frequenta. L'ex moglie, 42 anni, impiegata così come il marito, non potrà avvicinarsi nemmeno alla suocera e a una delle figlie avute dal matrimonio.
E' un caso di stalking al femminile quello portato all'attenzione del sostituto procuratore Laura Canovai, che ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Scarlatti il divieto di avvicinamento, notificato lunedì 12 dalla polizia municipale alla donna ora indagata per atti persecutori e lesioni aggravate. Sì, perché tra le accuse che vengono mosse all'ex moglie c'è anche quella di aver aggredito l'uomo, lo scorso luglio, procurandogli lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.
Dopo quell'episodio l'uomo, che ha provato invano a risolvere la situazione bonariamente, si è convinto a sporgere denuncia in Procura e la polizia municipale ha indagato sul comportamento dell'ex moglie. Secondo quanto riferito, il matrimonio è andato in crisi nel 2017 dopo una lunga convivenza dalla quale sono nati due figli, uno maggiorenne e l'altra minorenne. Il marito racconta che quando disse alla moglie che si voleva separare a causa delle continue incomprensioni, la donna sfasciò la camera da letto e fu necessario l'intervento dei carabinieri. Poi lui è rimasto a vivere a Prato insieme ai figli, mentre lei si è stabilita in un comune vicino. Ma in base alla denuncia non ha mai smesso di molestare l'ex marito, soprattutto con messaggi telefonici, ma anche con appostamenti e scampanellate sotto casa, nel tentativo di convincerlo a tornare insieme. Quanto alla suocera, non è stata aggredita fisicamente, ma stando a quanto riferito dalla polizia municipale, anche lei è diventata oggetto delle continue pressioni della ex nuora.
Non risulta che ci sia un'altra donna di mezzo. C'è semmai l'incapacità da parte dell'ex moglie di accettare la scelta dell'uomo col quale ha condiviso la parte più importante della sua vita. Un'incapacità forse cronica, se è vero che già in passato la donna era stata diffidata da un'altra autorità giudiziaria perché tormentava il compagno col quale era legata, una relazione precedente al matrimonio poi naufragato. La donna ora dovrà rispettare il divieto di avvicinamento se vorrà evitare conseguenze peggiori sul piano penale.
In base a una statistica elaborata nel 2014 dal Ministero della Giustizia sul reato di atti persecutori, solo nel 5,9% dei casi si è trattato di donne che perseguitavano uomini, mentre la situazione rovesciata riguarda l’87% dei casi. Ci sono anche casi in cui uomini si rendono colpevoli di stalking nei confronti di uomini (4,1%) e di donne che molestano donne (nel 3% dei casi presi in esame). —
PAOLO NENCIONI
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
