Il Tirreno

Prato

TRIBUNALE 

Tre condanne per il carpentiere che cadde dal tetto

PAOLO NENCIONI

Tre anni ai responsabili dell’inceneritore di Montale dove morì un pratese che aveva già perso il padre e un fratello sul lavoro

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Si è concluso dopo sette anni con tre condanne il processo per la morte di un carpentiere pratese, Salvatore Bennardo, caduto dal tetto dell’inceneritore di Montale mentre stava facendo un sopralluogo insieme a un suo dipendente. Il processo è stato celebrato a Pistoia ed è finito con la condanna a tre anni di reclusione per Alfredo Perruccio, all’epoca direttore generale del Cis, il consorzio che gestisce l’impianto per conto dei Comuni di Agliana, Quarrata e Montale (dall’anno scorso incorporato in Alia), Maurizio Capocci, dipendente del Cis, e Graziano Tesi, dirigente dell’area territoriale. Tutti e tre sono stati ritenuti colpevoli del reato di omicidio colposo, come chiedeva il pubblico ministero e la parte civile, rappresentata dall’avvocato Luca Brachi, perché non avrebbero informato adeguatamente la vittima dei rischi che correva salendo sul tetto dell’impianto.

Salvatore Bennardo morì il 12 settembre 2011 all’età di 47 anni mentre stava facendo un sopralluogo all’impianto in vista di un preventivo per successivi lavori di riparazione. Insieme al suo dipendente Robert Dimitru Trasca montò un ponteggio e poi, dopo essersi staccato la cintura di sicurezza, salì sulle lastre di fibrocemento senza sapere che si trattava di una superficie non calpestabile, che infatti si ruppe e lo face cadere da un’altezza di oltre 8 metri, provocandone la morte praticamente sul colpo. Bennardo fa parte di una famiglia segnata dalle morti sul lavoro: da piccolo aveva perso il padre, caduto da un tetto a Montemurlo, e successivamente un fratello vittima di un infortunio a Mezzana.

Oltre alle tre condanne per omicidio colposo, il giudice ha disposto un risarcimento provvisionale di 100.000 euro a testa a favore della vedova e dei due figli di Salvatore Bennardo. Contribuirà in solido anche il consorzio Cis. —

PAOLO NENCIONI

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