Il Tirreno

Prato

La Piazza dell’Immaginario a Venezia Il Macrolotto zero guarda all’Europa

RICCARDO TEMPESTINI
La Piazza dell’Immaginario a Venezia Il Macrolotto zero guarda all’Europa

Prato, il progetto di riqualificazione è stato presentato dal “Crimson Architettural Historians” alla Biennale dell’Architettura

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PRATO

Ancora pochi giorni per vedere la “nostra” Piazza dell’Immaginario nel padiglione centrale della Biennale Architettura di Venezia, aperta fino al 25 novembre, visitata finora da centinai di migliaia di persone da tutto il mondo . Il progetto di riqualificazione di una area del Macrolotto zero è stato infatti inserito dal collettivo “Crimson Architettural Historians” di Rotterdam in “ La città del via vai “, una mostra dove si analizzano sei città dell’Europa occidentale e il modo con cui si rapportano con la migrazione. A questo scopo gli architetti olandesi hanno scelto sei quartieri con determinate caratteristiche di Berlino, Amsterdam, Aarhus,Londra, Vienna e appunto Prato, per presentare progetti pilota messi in atto per affrontare al meglio il fenomeno “migrazione”. Nella mostra infatti c’è una significa premessa , “La città dell’Europa occidentale è una delle mete più ambite per chiunque nel mondo, ricco o povero, oppresso o libero, per ragioni di lavoro o di studio, per profitto o per pura sopravvivenza”.

Assessore all’urbanisticaValerio Barberis, l’ amministrazione comunale è stata contattata e coinvolta dal collettivo olandese per questa mostra ?

«La mostra “La città di via vai o andirivieni” è la conclusione di una ricerca sviluppata dal collettivo Crimson nell'ambito della loro ricerca all'interno dell'istituto International New Town Institute. Il contatto di Crimson Architectural Historians con la città di Prato è avvenuto in occasione del concorso internazionale per il Parco Centrale di Prato: la storica dell'architettura Michelle Provoost, una delle fondatrici del collettivo, è stata infatti un membro della giuria internazionale che ha valutato i progetti. Da quel momento si è instaurato un rapporto costante di interscambio tra Crimson e la città di Prato, sia direttamente con l'amministrazione, che con altre istituzioni culturali e realtà cittadine che operano nell'ambito della ricerca urbana, sociale e dell'arte, oltre a contatti con docenti di facoltà di architettura italiane coinvolte in ricerche sull'area del Macrolotto zero. In questo quadro di collaborazione la città di Prato è stata uno dei casi analizzati all'evento annuale "International New Town Day" del 2017, svolto in Inghilterra a Milton Keynes dal titolo " New Towns as Cities of Comings and Goings: Presents & Futures", a cui sono stato invitato proprio per illustrare le politiche urbane di rigenerazione messe in atto dall'amministrazione negli ultimi anni, soprattutto nel quartiere del Macrolotto zero».

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Come giudica il risultato del progetto “La città di via va i?

«Il progetto rappresenta un importante contributo culturale al dibattito in corso nel continente sul tema delle molteplici connotazioni che il termine "migrazioni" può avere, perché affronta le dinamiche delle differenti migrazioni ,migranti, studenti, manager, ecc, che avvengono verso l'Europa, tra le nazioni europee e all'interno delle singole nazioni, fornendo un'approfondita analisi degli effetti sociali e urbani che generano e da cui sono generate. Ritengo sia uno dei contributi più approfonditi e originali a livello europeo sviluppato nell'ambito disciplinare delle tematiche sociali e urbane, che affronta il tema in modo radicale, con un l'approccio scientifico - razionale assolutamente privo di pre-giudizi».

Verrà presentato anche a Prato il manuale pubblicato a fine Biennale?

«Non abbiamo mai parlato con Crimson di questa ipotesi, ma accolgo volentieri il suo stimolo e cercherò le modalità più opportune per valorizzare la ricerca “La città di via vai” a Prato».

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