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In caso di gravi reati verrà revocato lo status di rifugiato
PRATOIl decreto sicurezza e immigrazione n.113/2018, il 7 novembre ha ricevuto al Senato l’approvazione per la conversione in legge. Ma cosa prevede la parte sull'immigrazione? Nel suo primo articolo...
PRATO
Il decreto sicurezza e immigrazione n.113/2018, il 7 novembre ha ricevuto al Senato l’approvazione per la conversione in legge. Ma cosa prevede la parte sull'immigrazione? Nel suo primo articolo si prevede l’abolizione della concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari così come era previsto dal 1998. Con la legge in vigore il permesso può essere concesso ai cittadini stranieri che presentano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano. In alternativa, hanno diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari coloro che fuggono da conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità e che provengono da paesi al di fuori dell’Unione europea. Il decreto 113/2018, invece, prevede l’abrogazione della protezione umanitaria, con regole per la revoca della protezione internazionale e dello status di rifugiato qualora siano compiuti dei reati, dopo condanna di terzo grado in via definitiva, che possono comportare la revoca della protezione come rifugiato. Con queste modifiche, solo i titolari di protezione internazionale o i minori stranieri non accompagnati saranno gli unici a poter usufruire del sistema Sprar dedicato all’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Non solo; l’articolo 2 del decreto prevede che gli irregolari possono essere trattenuti nei Centri per il rimpatrio, che hanno sostituito i Cie, e in altri luoghi fino a un massimo di 180 giorni. Ad oggi, il limite è di 90 giorni. —A.F.
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