Attenzione
Rapinato due volte in due mesi dalle stesse due persone
L’incredibile disavventura di un trentenne pratese nei giardini della stazione Nel secondo caso è stato soffocato e ha perso i sensi
prato
Piazza della Stazione è diventata da tempo un posto poco raccomandabile, specialmente quando cala il buio, ma essere rapinati due volte nello stesso posto e per giunta dalla stessa coppia è un fatto abbastanza sorprendente.
È capitato a un pratese di 31 anni, Paolo D., che chiede di non pubblicare il nome per esteso perché i suoi aggressori sono ancora in libertà e ha paura di ritorsioni.
La prima aggressione risale a settembre, la seconda a domenica scorsa. E in entrambi i casi a rapinarlo è stato un uomo dell’apparente età di trent’anni che agisce insieme a una giovane donna.
A settembre l’uomo fu avvicinato dalla giovane donna mentre attraversava la piazza per andare alla stazione. La ragazza gli chiese una sigaretta e, avendo visto che nel pacchetto c’erano anche delle banconote, glielo strappò di mano e scappò, spalleggiata da un complice armato di trincetto che intimò al trentenne pratese di non seguirli. Lui provò a non perdere le loro tracce, ma fu nuovamente minacciato col trincetto e costretto a desistere. Quell’episodio non è stato denunciato alle forze dell’ordine.
La scena si ripete nel tardo pomeriggio di domenica scorsa. Il trentenne passa nuovamente da piazza della Stazione dopo aver fatto un prelievo al Postamat, si siede a fumare e viene avvicinato dalla stessa giovane donna che gli chiede una sigaretta. Lui la riconosce e gliela nega. A questo punto viene preso alle spalle dal complice che gli mette un braccio intorno al collo e lo costringe a consegnare il portafoglio contenente 60 euro. La stretta è così forte che il trentenne perde i sensi e viene poi soccorso da un’ambulanza. In ospedale verrà giudicato guaribile in 15 giorni per un principio di soffocamento e per qualche giorno avrà difficoltà a deglutire. Stavolta sporge denuncia ai carabinieri e dice di essere in grado di riconoscere i suoi aggressori. Ha sentito che tra loro si chiamavano coi nomi di Arturo e Benedetta, ma non è detto che siano i loro veri nomi. — P.N.
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