Il Tirreno

Prato

Il pronto soccorso cambia: ai pazienti darà... i numeri

Fabrizia Prota
Il pronto soccorso cambia: ai pazienti darà... i numeri

La nuova organizzazione del triage per le attese non assegnerà più i colori Magazzini: "Vogliamo velocizzare le procedure per i malati più gravi"

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PRATO. Il pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano rinnova le procedure di accesso. È infatti attiva dai giorni scorsi la nuova organizzazione del triage per la gestione delle attese e l’assegnazione dei codici d’urgenza: non sono più i colori – bianco, azzurro, verde, giallo e rosso – a segnalare la priorità d’accesso, ma i numeri, da 1 per le emergenze a 5 per le non urgenze.

Dietro la novità formale, la più immediata agli occhi dei cittadini, si nasconde un nuovo modello organizzativo interno al pronto soccorso, che tiene conto sia del bisogno clinico che della complessità assistenziale dei pazienti.

«Ad esempio, se si presentano un cinquantenne autonomo e in buona salute e un ottantenne non autosufficiente con patologie, entrambi per una caduta nella quale hanno battuto la testa – spiega il direttore del pronto soccorso del Santo Stefano Simone Magazzini – a parità di conseguenze dell’incidente (e quindi di bisogno clinico ndr), sarà data la precedenza all’ottantenne».

Con lo scopo di prestare maggiore attenzione alle persone più fragili. Non ci saranno più dunque percorsi standardizzati in base al codice assegnato, ma iter personalizzati, studiati sul singolo paziente. «L’obiettivo – afferma Magazzini – è velocizzare le procedure in particolare per i pazienti più gravi, orientandoli subito verso i percorsi di cura interni al pronto soccorso, e gestire in maniera più confortevole possibile le altre situazioni». Il vecchio triage si focalizzava infatti di più sulla gestione delle attese, mentre il nuovo mira ad individuare in maniera più veloce possibile il percorso appropriato. A questo scopo è introdotto anche il team di valutazione rapida (TVR), composto da medici e infermieri che, in determinati casi a complessità intermedia, valutano in modo rapido la situazione per rendere più veloce il transito del paziente al reparto. Una sorta di intensità di cura all’interno del pronto soccorso.

Il pronto soccorso pratese fa da apripista per il nuovo modello di organizzazione, che, recependo la direttiva della Regione Toscana 806 del luglio 2017, sarà applicato agli ospedali della Ausl di Empoli, Pistoia, Pescia, San Marcello e dell'area fiorentina. È supportato da un nuovo sistema informatico, uniforme per tutta l’azienda, che permette di visualizzare gli eventuali accessi precedenti dei pazienti anche in altri pronto soccorso, le cartelle cliniche dell’ospedale e degli ambulatori specialistici, mettendo in rete dati rilevanti. «Il primo grande test del nuovo modello sarà il prossimo picco influenzale – afferma Magazzini – Non promettiamo rivoluzioni, ma un miglioramento. Anche se rimangono criticità sulla questione degli spazi – rimodulati lo scorso anno proprio per adattarsi al nuovo triage – Qui mancano metri quadrati». Quello del Santo Stefano è il secondo pronto soccorso toscano, dopo Careggi, per numero di accessi (e tra i primi dell’Italia centrale), che nel 2017 sono stati 99.406 (in media 272 al giorno) e per il 2018 è atteso un lieve aumento, che dovrebbe portare a sforare il tetto dei 100mila accessi annui.

 

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