Sicurezza
Prato, la Consulta degli studenti contro il suo ex presidente
L'accusa: "Ha promosso una raccolta di firme con un esponente di Fratelli d’Italia dicendo di essere ancora in carica, ma in realtà era decaduto da settembre". Lui si difende: "L'iniziativa è partita molto prima e ha raccolto centinaia di adesioni"
PRATO. L’ex presidente della Consulta provinciale degli studenti promuove a nome dell’organo una raccolta firme nelle scuole pratesi per chiedere un miglioramento del servizio pubblico degli autobus scolastici. Fin qui tutto normale, o quasi. Se davanti alla carica di Alberto Gandolfi, eletto alla guida della Consulta per l’anno scolastico 2017/2018, non ci fosse la parola “ex”: sarebbe infatti decaduto dalla carica il 1° settembre, in quanto neo diplomato e quindi non più studente superiore e per fare posto al nuovo presidente, che sarà eletto a breve dai nuovi rappresentanti, già designati, delle varie scuole. E se l’iniziativa non fosse stata promossa senza essere sottoposta all’approvazione della Consulta. A ciò si aggiunge il fatto che Gandolfi si è fatto promotore della raccolta al fianco dell’esponente di Fratelli d’Italia Claudio Belgiorno.
È quanto affermano oltre 50 rappresentanti d’istituto, della Consulta, di classe e del parlamento studentesco pratesi, in un documento inviato da Lorenzo Palumbo, ex rappresentante d'istituto del liceo classico Cicognini, che accusano Gandolfi: «Usa la scuola per la propaganda politica». «Si è presentato negli istituti superiori proponendo una raccolta firme a nome della Consulta, nonostante non la presieda più – affermano i rappresentanti degli studenti, che in questi giorni stanno raccogliendo adesioni per segnalare l’episodio – Non solo non si è preoccupato di costruire la proposta condividendola, lasciando chi di dovere all’oscuro della questione, ma si è anche presentato nelle scuole in compagnia di Claudio Belgiorno esponente del partito politico Fratelli d’Italia. Facendo così ha violato il regolamento della Consulta».
L’ex presidente Gandolfi è comparso nei giorni scorsi con Belgiorno in alcuni video postati su Facebook dall’esponente politico – che ha annunciato di volersi impegnare in prima persona per le elezioni amministrative 2019 – dove spiega la raccolta firme di fronte ad alcune scuole pratesi (Buzzi e Copernico) e nei quali si presenta “agli spettatori” come presidente della Consulta degli studenti. La “campagna” era stata lanciata alcune settimane prima da Belgiorno dal Dagomari e lui stesso, sempre via Facebook, aveva anticipato la partecipazione della Consulta all’iniziativa. Ma l’organo nega qualunque coinvolgimento.
I rappresentanti studenteschi accusano dunque Gandolfi di “scorrettezza nell’utilizzo distorto di una carica peraltro decaduta a fini di propaganda politica” e di aver messo in cattiva luce la Consulta: «Che immagine si dà di quest’organo se chiunque possa vantare una carica passata lo può utilizzare a suo piacimento per raggiungere scopi che non siano quelli della rappresentanza studentesca? Prendiamo le distanze dalle strumentalizzazioni che peccano di trasparenza e correttezza – concludono – e siamo in prima linea nel lavorare ad un progetto apartitico, rappresentativo e condiviso».
Alberto Gandolfi trasecola e respinge nettamente le accuse: "Tanto per cominciare il presidente della Consulta degli studenti resta in carica fino a nuove elezioni - dice - E gli altri componenti la Consulta sapevano benissimo della mia iniziativa sul trasporto pubblico, visto che me ne sto occupando da oltre un anno, e ho ricevuto centinaia di firme e consensi da parte degli studenti". "Non accetto un attacco così personale e vigliacco" chiosa.
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