Il Tirreno

Prato

l’intervista 

Faggi: «Proroga a Publiacqua e tariffe congelate? La scelta migliore»

FRANCESCO ALBONETTI
Faggi: «Proroga a Publiacqua e tariffe congelate? La scelta migliore»

Il vicesindaco difende la soluzione dall’accusa di favorire il socio privato: «L’unica strada verso l’acqua pubblica»

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PRATO

La gestione dell’acqua resterà saldamente in mano privata fino al 2004. In compenso – prospettiva da prendere sulla parola – le bollette non subiranno ritocchi per almeno sei anni. La proposta, lanciata inizialmente dal sindaco di Firenze Dario Nardella, è stata condivisa da quasi tutti i sindaci dei comuni dell’area servita da Publiacqua e l’Ait, l’Autorità idrica toscana, ha dato il suo definitivo via libera. Con buona pace dei comitati riuniti nel Forum toscano dei movimenti per l’acqua, che dal lontano 2011 – anno del referendum – danno battaglia affinché l’acqua torni in mano pubblica a tutti gli effetti. A parte qualche contrarietà isolata di sindaci irriducibili o di partiti di opposizione, alla fine la proroga sembra star bene a tutti. «Una scelta di buon senso e l’unica possibile» anche secondo il vicesindaco di Prato Simone Faggi, che ci ha spiegato perché.

Il Comune di Prato si è sempre schiarito per la ripubblicizzazione dell’acqua. Questa proroga all’azienda Publiacqua, con socio di maggioranza privato, non va in direzione opposta?

«No, perché ci consente di arriva alla pubblicizzazione nei tempi e modi corretti, mantenendo tariffe bloccate, investimenti costanti di 80 milioni d’euro l’anno e ci dà la possibilità di allontanare gradualmente il socio privato per tornare all’acqua pubblica».

Non è un tradimento del referendum del 2011 il cui esito a favore dell’acqua pubblica non è mai stato rispettato?

«Non c’è tradimento. Io non parto da una posizione ideologica, ma dalla più pratica possibile. Certo, se pubblicizzare l’acqua significa tornare alle municipalizzate stile anni Settanta non sarà così ed è bene che non lo sia. Anche perché è impossibile farlo. Oggi parliamo di una gestione interprovinciale che si affida ad una rete che va dal Mugello a Pistoia e funziona perché è tutto collegato. Oggi a Prato grazie è garantita l’acqua anche in agosto, non dipendiamo più dalle fonti locali che si seccavano ad ogni siccità Cosa accadrebbe se ciascun Comune dovesse occuparsi della sua piccola rete e delle sue sorgenti?»

Contestano a Publiacqua di avere le tariffe più alte d’Italia, in cambio di servizi non sempre al top.

«Questo è vero, ma oggi a Prato è garantita l’acqua anche in agosto, non dipendiamo più dalle fonti locali che si seccavano ad ogni siccità. La tariffa più alta è motivata dagli investimenti. Cosa accadrebbe se ciascun Comune dovesse occuparsi della sua piccola rete e delle sue sorgenti?»

I comitati fanno esempi di comuni dove l’acqua è tornata subito pubblica, come Napoli, senza lunghi passaggi e concessioni ai privati.

«Dovrebbero spiegarmi i comitati e alcuni partiti come farebbero loro a ripubblicizzare l’acqua dall’oggi al domani. Per cominciare senza la scelta della proroga a Publiacqua e il congelamento delle bollette, le tariffe sarebbero subito schizzate del 7%. Tra l’altro ho letto interventi di Fratelli d’Italia, critici con questa soluzione, senza tener conto che anche il loro sindaco di Pistoia ha votato a favore. Ripeto, su questo fronte la mia, come quelle di altri, non è una scelta ideologica. Sono il primo a sostenere che l’acqua deve essere a disposizione di tutti senza remunerazioni superflue. Ma dobbiamo sempre fare i conti con la realtà. Poi ci sono scelte fatte nell’ormai lontano 2001 che non condivido neppure io». —

FRANCESCO ALBONETTI



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