Sicurezza
Il monumento alle Carceri nato tra le polemiche
Ci vollero tredici anni per realizzarlo, osteggiato dal partito fascista che preferiva “un’opera utile”. In città dodici lapidi e monumenti, qualcuno dimenticato in occasione del centenario
PRATO. Sono una dozzina a Prato, comprese le semplici lapidi, i monumenti realizzati per ricordare i caduti della Grande Guerra. Alcuni sono scomparsi, come il campo sportivo e intitolato “Vittorio Veneto” per celebrare la vittoria italiana e l’omonimo asilo. C’era anche un parco della Rimembranza, davanti alla chiesa di San Giusto in Piazzanese, di cui oggi non rimangono che un paio di alberi e il nome della via. I monumenti rimasti sono per lo più in buono stato di conservazione, a parte qualche lapide che si presenta piuttosto arrugginita.
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È il caso della lapide monumentale “ Fante e Patria” in via Silvestri, praticamente in piazza del Collegio, a fianco della chiesa dello Spirito Santo. Nonostante l’importante centenario non è stato apposta neppure una coroncina. Un concentrato di monumenti e lapidi, com’è noto, è presente intorno a piazza delle Carceri. Il monumento all’Angelo dolente in piazza delle Carceri - in ottimo stato nonostante qualche atto vandalico passato - è quello ufficiale in cui vengono celebrate anche altre cerimonie per ricorrenze. La sua storia è abbastanza curiosa e travagliata, perché ci vollero ben 13 anni per progettarlo e realizzarlo. Si partì da un comitato nel 1921 ma l’adesione di altri comuni, frazioni, fece sì che i tempi si allungassero.
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Nel 1924 il comitato formulò la bozza del concorso. All’inizio del 1926 si pensò di collocarlo in piazza della Stazione e la cifra raccolta era di 300.000 lire. Montava la polemica sull’opportunità del monumento, ipotizzando la destinazione di quella somma per un’opera di pubblica utilità: «non monumenti ma asili» dichiarava il foglio d’ordine del Partito fascista. Nuove polemiche fra il 1929 e il 1930. Finalmente nel 1933 l’opera fu commissionata all’artista Antonio Maraini e si optò per piazza delle Carceri. Dopo nuove polemiche sull’invasività dei lavori di fondazione, il 15 maggio 1934 il monumento fu inaugurato.
Vicino al monumento alle Carceri troviamo, in viale Piave, il Sacrario ai caduti, l’Oratorio di Sant’Anna realizzato nel 1926. Si trova in buono stato, tranne il muro tra la strada e il cortile d’ingresso, completamente da rintonacare. Un’altra lapide che commemora i caduti è quella all’interno della sede della Pubblica Assistenza, in via San Jacopo. Passando ai cimiteri, grande cura per la lapide commemorativa all’interno del terzo quadrante del cimitero della Misericordia.
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Ma ancora più suggestivo è il monumento al cimitero di Chiesanuova, creato nel 1923 su iniziativa di un comitato presieduto dal colonnello Banci Buonamici: oggi alle tombe dei 118 soldati della Grande Guerra ne sono state aggiunte 50 del secondo conflitto e al centro è stato realizzato un monumento. Le lapidi tombali sono quasi tutte sbiadite ed erose dal tempo, con le iscrizioni illeggibili. Il Comune in occasione del centenario della Grande guerra non ha mancato di apporre un fiore su ciascina tomba.
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