Il Tirreno

Prato

Bastione mediceo: restauro infinito tra burocrazia e cambi politici

Maria Lardara
Il cartello di inizio lavori messo nel 2012 ora completamente arrugginito
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Il cartello di inizio lavori messo nel 2012 ora completamente arrugginito

Dal progetto della giunta Cenni all’incertezza sui fondi del “decreto periferie”. Cantiere (forse) dall’estate 2019

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PRATO. Passerà come uno dei restauri più lunghi della storia cittadina. Era iniziato ma poi s’è fermato e questo ce lo ricorda un vecchio cartello arrugginito all’ingresso dell’area. Fra le righe si fa riferimento a una determina comunale del 2012 e, a malapena, si scorge il nome di Esselunga. Sei anni dopo il Bastione delle Forche, l’antico baluardo mediceo a presidio delle mura storiche, è ridotto a un fabbricato pericolante, sostenuto da un’impalcatura edile. Luogo affascinante da togliere il fiato che trasuda secoli di storia, potenziale biglietto da visita per il nostro centro storico. L’ultima inaugurazione risale al luglio 2014, quella della terrazza panoramica che ogni estate viene data in concessione a un locale di piazza Mercatale. Per mettere in sicurezza e realizzare la terrazza è stata spesa una quota degli 1,8 milioni di euro di Esselunga (avanzano ancora 760mila euro) a titolo di extraoneri di urbanizzazione per l’intervento della catena a Pratilia.

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Ad accarezzare il sogno del recupero del bastione mediceo con vista sul Bisenzio fu per prima la giunta Cenni. E la terrazza, appunto, è stata il punto di partenza. Di sicuro non sarà la giunta Biffoni, che ha messo le ali a un progetto più ambizioso e oneroso, a inaugurare la seconda vita del baluardo mediceo visto che la settimana prossima uscirà il bando per affidare i lavori di ristrutturazione. Lotto d’appalto unico con una copertura finanziaria complessiva di 3 milioni e 231.903 euro.

Entro l’estate 2019 prenderà il via il cantiere e i lavori andranno avanti almeno per 18 mesi. Il cittadino che passa davanti al cartello arrugginito di sei anni fa si chiederà come mai quel rudere sia ancora in piedi. C’è un perché e lo spiega l’assessore ai lavori pubblici Valerio Barberis. «Il progetto originario della giunta Cenni si fermava al recupero della palazzina ottocentesca. Rimaneva da ristrutturare tutta la parte centrale, quella dell’ex magazzino che sarà sostituito con un ristorante. Un’opera di riqualificazione che, oltre al recupero della parte monumentale, valorizza l’intervento pubblico con l’inserimento di elementi di contemporaneità».

Un’operazione di pregio che nel centro storico che farà risaltare le strutture del passato con un padiglione di cristallo che strizza l’occhio alla cifra contemporanea di Prato. Il privato entrerà nella gestione del ristorante con un meccanismo simile a quanto avviene già con il Caffè delle Logge attraverso un rapporto di convenzione con il Comune. Progetto più ambizioso, più articolato e più oneroso. È qui che entrano in gioco finanziamenti statali del Prius (1,8 milioni), i famigerati fondi del bando Periferie che fino a poche settimane fa erano a rischio. E invece i soldi sono in arrivo nelle casse dell’ente.

Tra risorse del Prius, i 764mila residui del contributo di Esselunga e altri 590mila euro del capitolo di spesa legato al progetto Riversibility (parco sul Bisenzio), ecco che si arriva al quadro finanziario complessivo di oltre 3 milioni e mezzo. Non poteva mancare lo zampino della burocrazia. L’ok della Soprintendenza al recupero della palazzina ottocentesca è arrivato dopo ben tre anni. Ritardo legato ad alcuni dubbi sulla cronologia dell’edificio. «Abbiamo presentato il progetto almeno due volte», fa sapere l’architetto del Comune Francesco Procopio. Ora si procede a passo spedito verso l’appalto unico. Dalle ceneri della palazzina ottocentesca risorgeranno cinque uffici pubblici e una sala polifunzionale. E tanto per riavvolgere il nastro della Storia, nella porta d’ingresso verrà rimessa in luce la bocca di fuoco con il ripristino della vecchia cannoniera.


 

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