Sicurezza
Seconda tangenziale a rischio: presto arriverà l'autovelox
Prato, l'annuncio dell'assessore Alessi: "Ci sono le condizioni per mettere l’apparecchio". I soprassi azzardati nei video-dossier di un automobilista
PRATO. Nel tratto pratese si chiama viale dell’Unione Europea, ma non è che una parte della Seconda tangenziale ovest. Una mega-opera il cui primo progetto risale al 1997 e che ha visto coinvolti per la progettazione ed esecuzione due province - Prato e Pistoia - e cinque comuni. Completato di recente, lo stradone che collega il casello di Prato Ovest col ponte alle Vanne, territorio quarratino, rischia di diventare famosa più per i gravi incidenti che per i benefici arrecati al traffico e alla rapidità di spostamento di uomini e merci. Tanto che qualcuno, che conosce bene quella strada visto che la percorre ogni giorno, l’ha già ribattezzata “via dei Frontali”. L’ultimo scontro frontale, in ordine di tempo, è stato quello di venerdì, con un settantunenne ferito gravemente e altre due persone in modo più lieve. Una buona notizia però c’è. Il Comune di Prato ha già pensato alla soluzione, che non sarà però immediata: mettere uno o più autovelox.
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Strada a rischio: la protesta. C’è un lettore, Alessandro Panzani, che ha a cuore particolarmente il problema. Tanto che ogni giorno, quando percorre quella strada da Prato a Quarrata e ritorno, tiene acceso lo smartphone opportunamente fissato davanti al parabrezza in modalità video. E riprende con scrupolo ogni sorpasso azzardato effettuato da automobilisti e camionisti a forte velocità, nonostante la linea bianca continua indichi l’inequivocabile divieto di sorpasso lungo tutto il tratto stradale. «Percorro più volte al giorno quella strada, così come mia moglie con nostro figlio di 11 anni - racconta - È un Far West! La gente sorpassa a 100 km all’ora in qualsiasi punto, anche in curva. Lo so perché io vado a 70, il massimo consentito su quella tangenziale. Ho persino visto il sorpasso del sorpasso, ovvero un’auto che sorpassa un’altra auto che stava sorpassando un camion. Non c’è nessuno che controlli – protesta – non ci sono autovelox. L’unico modo efficace (se messi a distanze regolari) per abbattere la velocità ed il desiderio di rischiare la vita propria e quella degli altri». Panzino si è rivolto alle Polizie municipali sia di Prato che di Quarrata, non ottenendo risposte dai primi e solo vaghe dai secondi: «Mi è stato risposto che non possono mettere l’autovelox, altrimenti poi la gente starnazza accusando il Comune e la Polizia municipale di averli messi solo per fare cassa. Ma in che Paese viviamo?»
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Presto arriverà l’autovelox. La soluzione autovelox, anche se non immediata e tutta da studiare, è al vaglio dell’amministrazione comunale. Lo rivela l’assessore alla mobilità Filippo Alessi: «La strada è una tangenziale, col limite pertanto a 70 all’ora. Ma mi sono personalmente reso conto che, in effetti, gli automobilisti vanno forte e sorpassano senza farsi scrupoli. Ne ho parlato col comandante della Polizia municipale e la soluzione, in questo caso, potrebbe essere davvero l’autovelox. È una delle poche strade in cui potrebbero esserci le condizioni e i requisiti per farlo, visto che altrove è praticamente impossibile e rischieremmo di fare un investimento destinato ad andare in fumo alla prima sentenza della Cassazione». Sembra paradossale ma il problema degli auotevolex oggi è proprio questo: i requisiti per poterli mettere sono così stringenti che quasi nessuna strada li rispetta. Nel caso di viale dell’Unione Europa, invece, sembra che l’autovelox possa essere installato.
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