Sicurezza
Taglio ai fondi per il 5G Il Pd contro il governo
Un ordine del giorno per chiedere un ripensamento Bosi e Ciuoffo: «Tolte opportunità di rilancio per Prato»
PRATO
Il ventilato taglio dei fondi destinati alla sperimentazione del 5G da parte del governo, è ancora al centro delle dure reazioni da parte del Pd, che nei due governi precedenti aveva scommesso molto sull’innovazione. Il Partito Democratico di Prato presenterà un ordine del giorno in consiglio comunale per chiedere al governo di non toccare quei fondi. «Mentre il governo annuncia che regalerà terreni agricoli a chi avrà il terzo figlio, apprendiamo che lo stesso governo intende togliere alla nostra città – insieme a Milano, Bari, L'Aquila e Matera - ben 15 milioni di euro di risorse che sarebbero servite per sperimentare il 5G, strumento innovativo in grado di offrire nuove possibilità a imprese e cittadini - si legge in un comunicato - della consigliera Pd Serena Tropepe - La prospettiva di questo governo è ormai chiara: puntare su un’economia arretrata rinunciando del tutto alle opportunità che la tecnologia sta portando ormai in tutti i Paesi del mondo». «Ci auguriamo – prosegue – che, per il bene del distretto e di tutta la città, anche gli altri partiti facciano sentire la propria voce. Prato è tra le cinque città italiane destinate alla sperimentazione del 5G: non lasciamo che ci venga tolta questa opportunità».
«Colpisce come il primo provvedimento preso da questo governo nei confronti della nostra città sia un taglio di risorse per 15 milioni di euro stanziate dal governo precedente destinate a un progetto strategico per il futuro del nostro distretto - commenta il segretario provinciale del Pd Gabriele Bosi - Visti i recenti dati sulla stagnazione dell'economia italiana sul calo dell'occupazione, questo governo deve decidere se vuole investire sull'innovazione e lo sviluppo, oppure puntare sulla decrescita. Speriamo che il Governo cambi idea velocemente, perché tagliando le risorse al 5G si penalizzano non soltanto le città sperimentatrici ma tutta l'economia nazionale». Sull’argomento interviene anche l’assessore regionale alle attività produttive, il pratese Stefano Ciuoffo: «Approfondirò la questione in attesa di leggere il testo della delibera Cipe che modifica quella approvata nel febbraio scorso. Spero che non sia vero, ma con progettualità già avviate e programmate e lavoro messo in campo non posso pensare che il ministero, che dovrebbe puntare allo sviluppo di nuove tecnologie per migliorare la capacità imprenditoriale del nostro tessuto produttivo, con un tratto di penna cancelli tutto». —
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