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Prato

il caso 

Proroga a Publiacqua Arriva il benestare dell’Autorità idrica

FRANCESCO ALBONETTI

Accolta l’ipotesi del sindaco Nardella: gestione fino al 2024  e tariffe congelate. Accuse dal Forum per l’acqua pubblica

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PRATO

Prorogare la concessione della gestione idrica a Publiacqua fino al 2024 in cambio di un congelamento delle tariffe per sei anni. Da una proposta quasi provocatoria del sindaco di Firenze Dario Nardella si è arrivati all’approvazione dei sindaci dell’area, con quattro astensioni, fino al via libera definitivo dell’assemblea dell’Ait, l’Autorità idrica toscana, avvenuto venerdì scorso. La concessione che affida a Publiacqua il servizio idrico integrato, entrata in vigore il primo gennaio 2002, ha una durata di 20 anni. Scade, dunque, il 31 dicembre 2021. Ma gli amministratori hanno voluto mettere le mani avanti, trovando un escamotage che riesca a traghettare il servizio verso la mano pubblica – rispettando l’esito del referendum sull’acqua, datato ormai 2011 – lasciando la concessione in mano parzialmente privata per altri tre anni oltre la scadenza. La convenienza, come aveva spiegato lo stesso Nardella, è quella di prolungare i tempi per consentire di effettuare gli investimenti, spalmando i debiti contratti su periodi più lunghi, e riducendo così l’aggravio sulle bollette.

Una soluzione che non piace affatto al Forum toscano dei movimenti per l’acqua. L’Autorità idrica ha prorogato fino al 2031 anche la concessione ad Asa, ma non riguarda Prato e l’area fiorentina. «La vera “sorpresa” dell’assemblea Ait è stata la notizia del previsto allungamento al 2024 della concessione a Publiacqua - scrivono il Forum toscano dei movimenti per l’acqua - nonostante l’argomento non rientrasse tra i temi all’ordine del giorno. Pistoia ha dato fiato alle trombe nel consesso; del resto Firenze mancava e Prato ha taciuto. In effetti, il capoluogo regionale per bocca del sindaco Nardella, aveva già scelto la piazza mediatica per lanciare in pompa magna lo spot elettoralistico: si proroga al 2024, si tengono bloccate le tariffe e si ripubblicizza alla nuova scadenza. Che strano, ancora una promessa di ripubblicizzazione quando in realtà si bada solo a procrastinare un modello pubblico-privato di gestione dell’acqua, il cui fallimento è conclamato: il cosiddetto modello toscano».

“Riteniamo particolarmente grave – conclude il documento – che l’orizzonte della quasi totalità dei politici-amministratori sia comunque e sempre racchiuso nei limiti della convenienza economico-finanziaria. La loro aspirazione più forte sembra essere quella di vestire i panni manageriali e trasformare il pubblico in investitore. E inaccettabile si conferma la distanza misurabile in anni luce da quella gestione del bene comune auspicata da milioni di cittadini. Perché è questa la sola e vera ripubblicizzazione che vogliamo».

Molto critico sull’argomento anche Prato in Comune, il nuovo gruppo dei partiti a sinistra del Pd che si presenterà alle elezioni amministrative di primavera. «Cinque stelle, Pd e destre tutti uniti contro la ripubblicizzazione» scrive il neonato partito a proposito del voto riguardante Asa. «Mentre questo avviene – prosegue Prato in Comune – i loro omologhi nell'area Prato, Firenze e Pistoia, dove il gestore è Publiacqua, si lanciano in una diversa strategia, ma uguale negli obbiettivi. Spacciano la proroga della concessione a Publiacqua come funzionale alla ripubblicizzazione: è una plateale presa in giro. Lo è perché anche ammesso che vogliano ricomprare le quote del privato al termine della prorogata concessione, avremo sempre una Spa, comunque atta al profitto e in regime giuridico privatistico». Prato in Comune lancia la proposta di «una consultazione pubblica su quale modello di gestione vogliano i cittadini di Prato e della Piana». —

FRANCESCO ALBONETTI



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