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Aldo Milone: "Intitoliamo una strada ai caduti delle Forze di Polizia"
Il capogruppo di Prato libera e sicura critica la scelta di intitolare una strada del Municipio di Roma a Stefano Cucchi e una sala del Senato a Carlo Giuliani
PRATO. Il capogruppo di Prato libera e sicura Aldo Milone ha presentato una mozione in consiglio comunale con cui chiede "di intitolare una strada ai caduti delle Forze di Polizia in adempimento di un loro dovere". Milone prende lo spunto dagli ultimi fatti di cronaca. "Premetto che i militari dell'Arma che hanno provocato la morte di Stefano Cucchi - afferma Milone - debbano ricevere la giusta punizione secondo il codice penale. Questo è alla base di una società civile e democratica. Però trovo anche assurdo e incomprensibile che un Municipio di Roma abbia deciso di intitolare una strada al Cucchi che, è bene ricordare, era uno spacciatore di sostanze stupefacenti e, come si suol dire, un venditore di morte. Ovviamente, e lo ripeto, non meritava di essere ammazzato per le percosse ricevute ma di essere condannato secondo le leggi dello Stato italiano".
"Ritornando all'intitolazione della strada - continua Milone -, un'operazione del genere altera la scala dei valori e diventa un esempio deleterio per le future generazioni. Questo fatto mi ricorda quello di Carlo Giuliani, ammazzato durante il G8 di Genova mentre tentava di lanciare un estintore contro un militare dell'Arma. A Carlo Giuliani fu addirittura intitolata una sala del Senato della Repubblica. Tra l'altro è bene ricordare che il carabiniere Placanica fu assolto dalla Corte di Giustizia Europea perché aveva agito per legittima difesa. Fatta questa lunga premessa, ho ritenuto e presentato una mozione in consiglio comunale con cui chiedo di intitolare una strada ai caduti delle Forze di Polizia in adempimento di un loro dovere".
"Questi sono i riconoscimenti - conclude Milone - che vanno portati come esempio ai nostri giovani e non le morti di Stefano Cucchi o Carlo Giuliani. Altrimenti si lancia un messaggio completamente errato, ovvero chi delinque o tenta di ammazzare un esponente delle Forze di Polizia è meritevole di un riconoscimento a futura memoria. Spero che non ci sia mai un'iniziativa del genere nel consiglio comunale di Prato e che venga approvata la mia mozione che in un certo senso può rappresentare una risposta al Municipio di Roma".
L'intervento di Prato in Comune. "Possiamo capire che nella rincorsa ad avere visibilità quasi tutti sullo stesso tema, cioè la cosiddetta “sicurezza”, Milone e la sua lista siano ormai una copia piccola e sbiadita di forze politiche più grandi, ma questa uscita in polemica sul caso Cucchi e sulla vicenda Giuliani ci lascia francamente a bocca aperta. Sarebbe comica se non fosse tragica. La tesi è infatti sconcertante: Milone parte da questi due casi per chiedere un’intitolazione toponomastica ai caduti delle forze dell’ordine. Ci stupiamo di quanta poca considerazione egli abbia – conoscendo la sua storia – delle forze dell’ordine medesime: c’è voluto chi chiedeva (a Roma) di ricordare Cucchi e Giuliani per far replicare il nostro con medesima richiesta verso chi ha perso la vita in adempimento del proprio dovere? In quindici anni (saltellando da destra a sinistra e viceversa) a Milone non è mai venuto in mente? Fossimo operatori di polizia ci sentiremmo offesi e strumentalizzati. Al di là di questo pensiamo che – anche a Prato – invece Cucchi e Giuliani dovrebbero essere ricordati, in quanto la loro tragica vicenda ci parla di come dobbiamo tenere alta la guardia affinché si viva in uno stato di diritto, che tuteli tutte e tutti (e quindi anche la loro sicurezza) e che nulla macchi chi opera in nome e per conto dello Stato (ce lo dicono le vicende processuali, in corso in un caso, concluse nell’altro). Infine un ricordo personale di alcuni di noi: quando era presidente del consiglio comunale Milone impedì un dibattito sui fatti di Genova, nei giorni successivi ai tragici eventi. Questa attenzione su quei temi – distorcendoli – gli torna dopo quasi vent’anni e solo per riprendersi tristemente visibilità. Tutto ciò si commenta da solo. E speriamo che anche altri, che oggi si fanno a paladini dello stato repubblicano e si dichiarano novelli alternativi alla destra, prendano posizione su questa vicenda".
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