Il Tirreno

Prato

vertice in regione 

Gli scarti tessili destinati alla discarica del Cassero

di Samuele Bartolini
La discarica del Cassero
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La discarica del Cassero

Prato, si tratta di una soluzione temporanea d’emergenza per consentire alle imprese pratesi di potere non accumulare i sacchi nei magazzini

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PRATO. Emergenza scarti tessili. Nessuno problema per la Regione. Le imprese pratesi possono continuare a portarli nella discarica del Cassero. Ciò permette di non accumulare troppi sacchi fermi nei magazzini. Ma è una soluzione temporanea all’emergenza. Dovrà durare poco. Tempo un mese e le imprese dovranno elaborare, di concerto con la Regione, un progetto di lungo periodo per il riuso e il riutilizzo degli scarti. Ce la faranno? Non resta che aspettare.

Nel frattempo Arpat e categorie economiche si sono messe al lavoro. L’agenzia per la protezione ambientale sta cercando altre discariche su tutto il territorio regionale per “dare sfogo” a quella del Cassero. E non è detto che accettino il conferimento. Le categorie economiche, invece, valutano con i loro tecnici cosa c’è dentro gli scarti per avviarli al riuso e al riutilizzo nella strategia di lungo periodo. Nessuno, infatti, vuole spedire gli scarti tessili in Ungheria o in un altro paese dell’Unione europea. Costerebbe troppo e la soluzione all’emergenza deve essere tutta toscana. Il tavolo è aggiornato al 21 novembre.

Queste le conclusioni dell’incontro interlocutorio che si è tenuto ieri a Palazzo Strozzi Sacrati. C’erano il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’assessora all’ambiente Federica Fratoni, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, Cna, Confartigianato e Confindustria. «La riunione che si è svolta in Regione Toscana sulla gestione degli scarti del settore tessile ha avuto la funzione di porre sul tavolo in maniera organizzata e compiuta i vari temi da affrontare su questo complesso problema. Profilo quindi ricognitivo e interlocutorio, propedeutico a futuri sviluppi che si spera siano costruttivi e positivi», dicono in un comunicato congiunto il sindaco Biffoni, Cna, Confartigianato e Confindustria.

Ma, a conti fatti, vince la linea del sindaco Biffoni e delle categorie economiche. Almeno in questo primo round. Il sindaco Biffoni chiedeva un atto di responsabilità da parte della Regione. E l’ha ottenuto. Le imprese pratesi chiedevano una soluzione all’emergenza e l’hanno ottenuta. La discarica del Cassero continuerà a raccogliere gli scarti del tessile, mentre l’Arpat cercherà altre discariche per il conferimento. In ballo ci sono 50mila tonnellate di scarti da smaltire. La Regione, dal canto suo, indica una strategia di lungo periodo. Quella del riuso e del riutilizzo in una logica di economia circolare. «È stata una riunione proficua. Abbiamo tracciato un percorso che penso porterà buoni risultati nel medio e lungo periodo», commenta il presidente della Regione Enrico Rossi.

Gli fa eco l’assessora all’ambiente Federica Fratoni: «L’incontro è stato un ulteriore passaggio di un percorso condiviso con tutti i soggetti interessati, che la Regione Toscana sta portando avanti al fine di dare risposte concrete al distretto tessile, non solo per risolvere le criticità ad oggi esistenti ma anche in un quadro più ampio che guarda nella direzione della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare». Prossimo obiettivo: la limitazione della produzione di rifiuti a favore di un sempre maggior riutilizzo delle fibre tessili.

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