Il Tirreno

Prato

Ultimatum della Lega: "Il candidato sindaco spetta a noi"

di Paolo Nencioni
Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega
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Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega

La segretaria provinciale Ovattoni avverte Forza Italia: "Il 4 marzo hanno eletto due deputati coi nostri voti, ora tocca a noi e io certo non mi tirerei indietro"

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PRATO. Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega, è sicuro che alle elezioni amministrative ci sarà un candidato unico del centrodestra?

«Direi che è sicuro. Ne sapremo di più dopo il nostro consiglio nazionale a Firenze, anche se al momento non abbiamo avuto alcun incontro con le altre forze politiche. Io avevo anche aperto uno spiraglio al Movimento 5 Stelle, ma loro ci hanno detto che non sono interessati e non possiamo obbligarli...».

Alle politiche del 4 marzo i voti della Lega sono stati determinanti per l’elezione di due deputati di Forza Italia. È arrivato il vostro turno?

«Sì, dovrà essere la Lega a esprimere il candidato sindaco del centrodestra. È vero che sono stati i nostri voti a portare a Roma Giorgio Silli ed Erica Mazzetti. Ora tocca a noi. Lavoriamo sul territorio molto più degli altri, lo dice anche il sindaco Biffoni».

E nel caso il candidato fosse espresso dalla Lega, Patrizia Ovattoni sarebbe in campo?

«È presto per dirlo, certo non dipende solo da me, ma certo non mi tirerei indietro. Sto lavorando sul campo dal 2008».

Secondo lei Prato è contendibile al centrosinistra?

«Ne sono sicura. Sento parlare solo male della giunta. Credo che a sinistra abbiano smesso di ascoltare i cittadini e si siano chiusi nel palazzo. Noi invece vogliamo ascoltare le istanze degli ultimi».

Qualcuno vi accusa di cavalcare i sentimenti di paura, per esempio distribuendo lo spray al peperoncino in piazza.

«Noi non cavalchiamo un bel niente. La paura è reale. E la lotta contro la violenza sulle donne, per esempio, non può essere solo appannaggio delle donne di sinistra».

Si dice che la Lega punti soprattutto su Firenze, più che su Prato. È vero?

«Questo non lo so. Io so che qui si può vincere e non bisogna perdere l’occasione. Mi ricordo che in passato, quando Forza Italia aveva più consensi di quelli che ha ora, veniva fatto un calcolo in base ai consensi e ne veniva fuori la ripartizione dei candidati. Dovrebbe essere fatto anche stavolta».

I giochi per le candidature, come al solito, non si chiuderanno prima dell’inverno. Se nel frattempo vi venisse imposto per esempio un candidato di Forza Italia voi lo sosterreste in maniera convinta?

«Certo non saremmo contenti. Dovremmo sostenerlo ma diciamo con un po’ di mal di pancia, come è toccato al Pd alle ultime elezioni politiche, quando hanno dovuto sostenere un candidato esterno di un altro partito. In realtà vorrei che non ci fosse imposto niente. Qui ci vuole gente combattiva e noi pensiamo di esserlo».

Pensa che il Pd riuscirà a ricompattarsi prima delle elezioni amministrative?

«Sinceramente non lo so, ma credo che per loro sia più importante essere convincenti».

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