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Cocaina nascosta in bagno Il notaio: «Non è mia»

PAOLO NENCIONI
Cocaina nascosta in bagno Il notaio: «Non è mia»

Arrestato Placido Di Bella dopo una perquisizione dei carabinieri nel suo studio Il professionista dice di non sapere chi abbia messo lì la sostanza stupefacente

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Di chi è quella droga e chi l’ha messa nel bagno dello studio del notaio Placido Di Bella? Ruota intorno a questa domanda, e alle due possibili risposte, la vicenda che venerdì ha portato all’arresto del notaio, ora accusato di detenzione di cocaina ai fini di spaccio.

Le due possibili risposte, come intuibile, sono che ce l’abbia messa lui, come pensano i carabinieri, oppure che ce l’abbia messa qualcun altro che ha avuto accesso al bagno, come dice Di Bella. Che al momento, però, si trova agli arresti domiciliari nell’abitazione al piano di sopra a quello del suo studio di viale della Repubblica, proprio davanti al Tribunale, in attesa di comparire domani, assistito dall’avvocato Alberto Cavaciocchi, davanti al giudice per le indagini preliminari.

I carabinieri sono entrati nello studio del notaio di Bella, in pensione da metà luglio, nella mattinata di venerdì. Probabilmente in seguito a una segnalazione, oppure, secondo la versione ufficiale, dopo aver raccolto informazioni sulla sua condotta di vita e per un controllo di routine per verificare il rispetto di un provvedimento della Prefettura, che aveva vietato a Di Bella di detenere armi da fuoco, nonostante lui non avesse mai chiesto il porto d’armi.

L’ispezione è stata certamente capillare, tanto che controllando il bagno dello studio uno dei carabinieri del Nucleo investigativo ha dato un’occhiata anche al porta-carta igienica e al suo interno ha trovato un involucro contenente 58 grammi di cocaina allo stato puro. Secondo i carabinieri con quel quantitativo teoricamente si possono confezionare fino a 400 dosi di droga, ma nessuno crede che il notaio Di Bella, ammesso e non concesso che la droga sia davvero sua, potesse andare in giro a spacciare come uno dei tanti “cavallini”. I carabinieri sono più propensi a credere che la droga potesse essere ceduta ad amici o conoscenti. Il problema è che rispondendo ai carabinieri, il notaio ha giurato di non sapere niente di quella droga e di non averne mai fatto uso. Per questo ha chiesto di essere subito sottoposto a un esame tricologico (l’esame dei capelli) per provare quello che sta dicendo. Di fronte all’evidenza dei fatti, però, e cioè che la droga è stata trovata nei locali in uso al notaio, i carabinieri hanno concluso che l’unica ipotesi fosse quella della detenzione ai fini di spaccio, che ha fatto scattare il fermo.

Il notaio Placido Di Bella, 75 anni, come detto è in pensione da metà luglio ma nello studio al primo piano di viale della Repubblica continua a sbrigare alcune pratiche rimaste in sospeso. È appesa a questa circostanza l’ipotesi che altri abbiano avuto accesso a quel bagno e possano aver piazzato la droga (anche se 58 grammi sembrano francamente troppi se si trattava solo di incastrare il professionista). Di Bella è stato interrogato dal sostituto procuratore Gianpaolo Mocetti fino alle 21 di venerdì e poi il magistrato ha disposto una nuova ispezione dello studio per capire meglio la disposizione dei locali.

Negli anni scorsi il notaio Di Bella è stato protagonista di una lunga battaglia giudiziaria con la sua ex amante ed è tuttora sotto processo per tentata estorsione e violenza privata. —

PAOLO NENCIONI

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