Toscana
In città sono 1.500 i bambini lontani dalle loro famiglie
Un esercito di minori assistiti, 89 dei quali (metà gli stranieri) sono in affido Il Comune fa partire un mese intero di campagna per far conoscere il servizio
PRATO
Non dimenticherà mai il gesto di quando la coppia che l’aveva in affidamento, la sera le rimboccava il lenzuolino del suo letto prima di augurarle la buonanotte. Un gesto semplice ma pieno di amore. Ed è proprio amore la parola chiave quando si parla di affidamento, quell’amore che la famiglia affidataria dona ai bambini che per un periodo di tempo, più o meno lungo, entrano a far parte del loro vivere quotidiano. I dati (aggiornati al 31 dicembre 2017 e riferiti al territorio provinciale pratese) parlano di 89 affidi totali e 32 part-time e rispecchiano, grosso modo, quelli dell’anno precedente. Per affido part-time si intende quando il minore resta con la famiglia affidataria ad esempio nel fine settimana, oppure solo alcuni pomeriggi, nel caso dell’affido totale i bambini vivono all’interno della casa della famiglia affidataria per un periodo più lungo.
Angela Vignozzi, responsabile dell’unità dell'area minori del Comune, snocciola alcuni dati. «1.495 sono i casi di minori in tutta l’area pratese che vengono seguiti in vario modo dai servizi sociali – spiega – Sono quelli che vivono con la famiglia ma che per diverse problematiche hanno bisogno di un sostegno». Quasi 1.500 bambini seguiti, inclusi i ragazzi affidati e ospitati in comunità, a testimonianza del grande lavoro che viene svolto anche direttamente nelle famiglie cercando di evitare, quando possibile, di separare i piccoli dai genitori. Altro dato che balza all’occhio è che contro gli 89 casi di affido ci sono 58 minori inseriti in comunità residenziali. Per quanto riguarda gli 89 minori affidati, 49 sono stranieri e di questi 17 non accompagnati, ovvero bambini arrivati in Italia senza genitori e che sono generalmente adolescenti. Anche nei bambini in comunità ci sono stranieri: 39, di cui 25 giunti da noi senza genitori. I numeri sono stati resi noti in occasione della presentazione della campagna di sensibilizzazione e promozione "Ottobre: un mese dedicato all'affidamento familiare", organizzata dal servizio affidi, dalla rete delle famiglie affidatarie della provincia, dall'ufficio servizio sociale e rapporti e dalla società della salute di Prato.
«Da otto anni l'amministrazione dedica ottobre alla promozione della pratica dell'affidamento familiare - commenta l'assessore alle politiche sociali Luigi Biancalani – Questo impegno ci ha consentito di ridurre il numero di ragazzi affidati alle comunità, integrandoli in un ambiente familiare sereno che risponde in modo più efficace al loro bisogno d'affetto». «Ed inoltre – aggiunge Lorena Paganelli direttrice della società della salute – per l’affido non ci sono limiti di età e possono farsi avanti non solo persone sposate ma anche single». Un mese, dunque, con tanti appuntamenti ad ingresso libero distribuiti sul territorio provinciale con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’affido: un percorso di sostegno e aiuto che consente al piccolo di trascorrere del tempo all'interno di un ambiente sicuro. Per informazioni sull'affidamento familiare e su come partecipare agli incontri in rivolgersi al servizio affidi di via Roma (0574 1836412, 0574 1836404 o scrivendo a servizioaffidi@comune.prato.it). —
AZELIO BIAGIONI
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