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Patteggia l’anziana che provocò l’incidente in cui morì Lisa Baldini

FRANCESCO ALBONETTI
Patteggia l’anziana che provocò l’incidente in cui morì Lisa Baldini

La condanna concordata dalla difesa è di 1 anno e 2 mesi  L'ottantenne non ha più voluto guidare dopo la tragedia

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PRATO

Ha patteggiato una condanna a un anno e due mesi, ottenendo la sospensione condizionale della pena, la donna di 80 anni che era al volante dell'auto che il 30 aprile 2017 travolse e uccise Lisa Baldini , una parrucchiera di 32 anni, all'incrocio tra via Picasso e via Viottolo di Mezzana. L'anziana imputata, difesa dall'avvocato Stefano Belli, era accusata di omicidio stradale per non aver rispettato lo stop. La sua Opel Agila urtò una Audi Q3 che poi si schiantò contro un gruppo di persone sul marciapiede, tra cui Lisa Baldini, senza lasciare scampo alla giovane parrucchiera. Al patteggiamento ha prestato il proprio consenso il pubblico ministero Lorenzo Boscagli. La vittima e la donna di 80 anni che è stata condannata si conoscevano e dal giorno dell'incidente l'anziana non ha più voluto mettersi al volante, anche prima che le arrivasse la sospensione della patente di guida. Successivamente il Comune è intervenuto su quell'incrocio per cercare metterlo in sicurezza.

L’incidente del 30 aprile dell’anno scorso resta nella memoria dei pratesi come una delle più gravi tragedie degli ultimi anni, anche per la singolarità della dinamica. Se è stato ormai accertato che fu l’anziana a provocare l’incidente entrando in via Picasso con la sua auto senza rispettare la precedenza, è anche chiarito che l’auto piombata su Lisa Baldini e sulla madre che camminavano sul marciapiede, fu l’Audi all’interno della quale viaggiavano quattro amiche cinesi. Le giovani, nonostante non avessero colpa diretta, rimasero così impressionate che la nei giorni successivi all’incidente si raccolsero in preghiera sul luogo dell’incidente, fra via Picasso e via Viottolo di Mezzana, ormai cosparso di fiori. Il funerale della trentenne parrucchiera, peraltro celebrato alcuni giorni dopo per consentire al medico legale di effettuare l’autopsia, fu così partecipato che la Polizia municipale dovette chiudere al traffico la stretta strada che porta alla chiesa di San Pietro a Mezzana. La madre della giovane fu ferita gravemente e ci vollero mesi di lunga degenza all’ospedale prima che si riprendesse. —

FRANCESCO ALBONETTI

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