Il Tirreno

Prato

Un albero per ogni pratese: per ora ce ne sono 29.000

Alessandro Formichella
Il celebre "giardino verticale" di Milano
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Il celebre "giardino verticale" di Milano

Le piante censite già fanno risparmiare alla collettività circa 220.000 euro in costi energetici, di smog e salute. Ma gli obiettivi sono molto più ambiziosi

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PRATO. Sarà un città verde-blu, ambientalmente avanti nel tempo, con più alberi e verde diffuso. Ad oggi nel comune le tre specie di alberi più presenti, come dimensione fogliare, sono il pino, il tiglio ed il platano. A dircelo è il nuovo piano operativo (alias vecchio piano regolatore urbanistico) che nei giorni scorsi è stato presentato dal Comune alla città. Il nuovo strumento urbanistico, a differenza dei decenni scorsi, ora prende in esame una moltitudine di fattori, tali e quali sono quelli che contribuiscono a migliorare o a deprimere la qualità della vita dei cittadini. Un esame particolare del piano è dedicato proprio alla forestazione, all’ambiente con uno specifico riferimento proprio alle piante. Perché le piante? Non solo per decoro e uso ornamentale, ma per il fattore primario che la vita vegetale determina quella animale, modifica l’ambiente, incorpora anidride carbonica e restituisce ossigeno (che è circa il 22 % come componente dell’aria).

IL VERDE IN CITTA'. Allo stato attuale, le aree con maggiore alberazione sono la parte a sud con 8.414 piante, quella a est con 6.566, l’area nord 5.263 e infine segue l’ovest con 4.364 alberi. «Gli alberi cambiano positivamente l’ambiente in cui viviamo moderando il clima, migliorando la qualità dell’aria, riducendo il deflusso delle acque piovane e la presenza di CO2 nell’aria», è scritto nel piano operativo e ad oggi gli alberi di Prato sono in grado di rimuovere 3.175 chilogrammi di agenti inquinanti di cui il 75% rappresentato da ozono, e se proprio si vuole andare più in là, con un risparmio economico sulla collettività (costi sociali, salute etc) di 224.500 euro.

IL BENEFICO DEGLI ALBERI: I NUMERI. Non solo alberi ornamentali, ma anche piante che producono economia, vedi gli olivi e piante da frutto, movimentano continua lavorazione di uomini e mercato. A Prato ci sono 29.151 alberi che producono una ricaduta economica pari a 439.000 euro l’anno, intercettano 7.891 metri cubi di acqua piovana, incorporano 69.600 chilogrammi di anidride carbonica, producono un risparmio energetico (nella mitezza climatica) pari a 2.010 Megawatt, con un risparmio equivalente a circa 191.000 euro. Obiettivo: 1 albero per ogmni abitante, poco meno di 200000.

ALBERI CONTRO LO SMOG E IL CEMENTO. Gli agenti inquinanti maggiori vengono assorbiti più nella stagione estiva che in quella invernale, e questo per la maggiore attività chimica delle foglie. A Prato, un’intensa attività di “mangia” anidride carbonica e ozono ci vorrebbe anch’inverno visto il crescendo del traffico automobilistico e la bassa presenza di alternative di mobilità. Ogni albero, un solo albero, assorbe mezza tonnellata di anidride carbonica e fornisce ossigeno per 10 persone in un anno. Un albero può traspirare fino a 450 litri di acqua al giorno.

LE STRATEGIE. La forestazione in città aumenterà. Nuovi e più alberi con maggiore possibilità di generare ossigeno e mitigare il clima. Sono sei le strategie che verranno messe a punto per la piantumazione di nuove piante, a partire dal sistema del Parco fluviale del Bisenzio che rafforzerà il ruolo del progetto Riversibility, il recupero ambientale lungo il fiume e le relative pratiche sociali. Poi la rivitalizzazione della rete delle Gore, circa 53 km di canali di dirottamento delle acque che si distacca dal Bisenzio a Nord di Prato e si estende fino all'Ombrone verso Poggio a Caiano.

Una grande infrastruttura verde costituita da alberi ad alto fusto fungerà da filtro all’Autostrada A11 e alla Declassata, permettendo l’abbattimento dell’inquinamento acustico ed ambientale prodotti dalle auto. Un’altra fascia di mitigazione acustica lunga 15 km verrà costruita lungo la linea ferroviaria, recuperando e rinaturalizzando le aree attorno. Si avrà poi una forestazione sul sistema del verde capillare ossia nelle piccole aree verdi all'interno delle aree già urbanizzate. Saranno poi importanti i programmi di forestazione promossi all'interno delle scuole, delle aree e delle strutture sportive, nei quartieri di edilizia pubblica e nelle aree dei poli industriali e commerciali.

Altro punto importante sarà la forestazione nei “golfi” e nei parchi agricoli. Il tutto dovrà essere corredato dalla biodiversità urbana, con una strategia che promuova i tetti verdi (tetti verdi con sistemi fotovoltaici), le facciate verdi applicabili ad edifici pubblici e privati esistenti. Infine, la realizzazione del parco agricolo di cintura (parte anche del parco della Piana) che consentirà di valorizzare il ruolo degli agricoltori locali, per la loro capacità di mantenere e presidiare i territori preservando in questo modo il sistema urbano.

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