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Taser ai vigili urbani, Biffoni frena: "Servono assunzioni e regole chiare"
Il sindaco di Prato non è entusiasta della modifica che consentirà alla polizia municipale di dotarsi del dispositivo elettrico per bloccare i soggetti pericolosi
PRATO. Teoricamente da oggi, 25 settembre, i Comuni con più di centomila abitanti, e dunque anche Prato, potranno dotare in via sperimentale la polizia municipale del taser, il dispositivo a impulso elettrico che consente di bloccare i soggetti pericolosi, ma non è detto che questo accada, perché il sindaco Matteo Biffoni chiede prima che siano adottate regole chiare, che tutelino anche gli agenti che dovessero usare il taser.
“Per aiutare le città è necessario innanzitutto sbloccare le assunzioni permettendo ai Comuni di assumere nuovi agenti - ha commentato il sindaco Matteo Biffoni in una nota - Senza un numero adeguato di persone è impossibile fare in modo strutturale attività mirate come i vigili di quartiere e un capillare controllo territoriale. Inoltre, è necessario rimettere mano in modo strutturale all’inquadramento legislativo della polizia municipale, il cui ruolo nei fatti è cambiato fortemente negli ultimi anni. Senza questo rischiamo di avere dei mezzi come il taser e non norme che tutelino gli agenti che lo usano".
"Un primo passo - aggiunge Biffoni - è stato fatto sul fronte contrattuale dal decreto Minniti con il riconoscimento dell’equo indennizzo, ma è necessario fare di più in particolare per la definizione dell’uso delle armi. Bene invece la possibilità per la Municipale di accedere ad alcuni archivi del Ced interforze, è una richiesta che avevamo fatto anche come Anci visto l’impegno degli agenti sul fronte dei controlli”.
In base al Decreto Salvini approvato ieri, i Comuni che intendano sperimentare il taser per sei mesi potranno affidare il nuovo dispositivo a due agenti, per poi valutare l'estensione all'intero corpo della polizia municipale.
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