Il Tirreno

Prato

Sospetta appendicite: a 15 anni aspetta 30 ore sulla barella

Maria Lardara
Sospetta appendicite: a 15 anni aspetta 30 ore sulla barella

Lo sfogo della madre: "Perché non portarlo in reparto?". La replica dell'Asl Toscana Centro: "Al ragazzo non è mai mancata l’assistenza medica"

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PRATO. Se va bene è una questione di ore, se va male di giornate intere. Ma una giornata è fatta di 24 ore. E invece per Mario (nome di fantasia) l’attesa sulla barella prima di ricevere una diagnosi è durata trenta ore.
Un record che ha spinto la madre di questo ragazzino di 15 anni ad alzare la cornetta e raccontare al Tirreno l’interminabile attesa al pronto soccorso del Santo Stefano. Dove il figlio era arrivato alle 8 di domenica 24 settembre con l’ambulanza per dolori al basso ventre.

Sospetta appendicite, per i medici che hanno visitato il ragazzo al pronto soccorso. A quel punto è iniziata tutta la trafila di esami del sangue, accertamenti diagnostici (ecografia) e due valutazioni da parte del medico chirurgo in servizio. Fortunatamente non era appendicite e il ragazzo è stato dimesso dal pronto soccorso il giorno dopo, intorno alle 14. Ma non è quello il punto, secondo la madre. "Non mi lamento per i tempi di attesa perché capisco che determinati accertamenti, come in questo caso, possano richiedere del tempo. Tuttavia, magari il ragazzo poteva essere messo sotto osservazione in un altro reparto, non certo in un corridoio del pronto soccorso dove ha trascorso tutta la notte e dove è sempre tutto un viavai di persone. Zero privacy e per giunta senza connessione telefonica visto che non c’è mai campo, in attesa di avere una risposta". Che poi è arrivata ma solo dopo trenta ore. Il tempo di fare tutti i controlli ed escludere un eventuale attacco di appendicite. Ma perché non ricoverare il ragazzo con tutti i sintomi di una possibile infiammazione dell’appendice nel reparto di Obi (osservazione breve intensiva) per le degenze brevi?

Per l’Asl Toscana Centro, interpellata dal Tirreno,  il problema non si pone: "Dal punto di vista dell’assistenza medica – replicano – non è mancato nulla al ragazzo che è stato sottoposto a tutti gli accertamenti necessari per escludere un’eventuale appendicite". Sì ma perché trattarlo al pronto soccorso? Probabile che in Obi non avessero disponibilità di posti letto. Ma questo l’Asl non ce lo conferma.
 

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