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burocrazia 

Nel Consolato paga 49 dollari ciò che in Italia costa 0,26 euro

PASQUALE PETRELLA
Nel Consolato paga 49 dollari ciò che in Italia costa 0,26 euro

La singolare avventura di un pratese a Filadelfia dove vive da due anni la figlia Ha chiesto la legalizzazione di una foto per il rinnovo della patente internazionale 

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PRATO

Doveva essere una richiesta davvero inusuale quella che ha portato gli impiegati del Consolato italiano a Filadelfia negli Stati Uniti a chiedere un contributo di 49 dollari (pari a 41 euro) per una pratica che in Italia viene comunemente rilasciata dagli Uffici anagrafe dei comuni con una sola spesa dei diritti di segreteria pari a 26 centesimi di euro

E’ questa la situazione paradossale che si è trovato a vivere Coriolano Materazzetti che è andato a trovare la figlia Sara che da due anni vive negli States ed ha avuto necessità di farsi legalizzare una foto per rinnovare poi in Italia la patente di guida internazionale.

«Non sono tanto i 49 dollari - racconta Materazzetti - Quanto il fatto che c’è tutta questa disparità di costo con quanto avviene in Italia. Quando sono andato con mia figlia al Consolato italiano la prima impiegata che abbiamo trovato all’ufficio ha preferito chiamare un collega che era in un’altra stanza non al pubblico perché non sapeva come fare. E anche quello che poi è venuto ho visto che aveva difficoltà a trovare il relativo modulo. Quando ho sentito che avrei dovuto pagare quarantanove dollari gli ho fatto presente che in Italia autenticare una fotografia costa pochi centesimi. E devo dire che l’ho visto un po’ imbarazzato. Però mi ha detto che il computer gli chiedeva quella cifra e quindi non c’erano altre possibilità per ottenere quel servizio». Per l’occasione Coriolano Materazzetti, pensando di spendere pochi centesimi, non si era neppure premunito di portarsi del contante per una tale cifra e così è dovuto andare ad una vicina banca per fare il prelievo e quindi tornare negli uffici del Consolato italiano per farsi rilasciare la foto legalizzata. «Mia figlia ha sposato un ragazzo di Filadelfia e vive lì ormai da due anni senza aver potuto ancora prendere la cittadinanza. Negli Stati Uniti la cittadinanza la rilasciano dopo tre anni e un esame - sottolinea Materazzetti - Non vale neppure aver sposato un americano e neppure che nei mesi scorsi ha messo alla luce una bambina che è a tutti gli effetti americana. Ma questo è un altro discorso, è solo per dire che mia figlia Sara ha ancora bisogno della patente internazionale per poter guidare senza avere problemi con la polizia. Così ho approfittato del fatto di essere andato a trovarla per portare con me tutti i documenti necessari per farglieli firmare. E fra i vari documenti necessari c’era anche la legalizzazione della sua fotografia. Una pratica che in Italia costa pochi centesimi e che invece al Consolato italiano di Filadelfia me lo sono vista aumentare ad una cifra assolutamente fuori dalla logica».

«Mi auguro davvero che si sia trattato solo di un errore altrimenti c’è qualcosa che non funziona nella nostra burocrazia», conclude. —

PASQUALE PETRELLA

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