Sicurezza
Première Vision non convince, «Calo del 5-10% di visitatori»
Più fredda l’affluenza agli stand. Sarti: «Ne parleremo con gli organizzatori» Successo del party di Manteco per i suoi 75 anni con un’installazione di Cecchini
PRATO-. Altro che “prima visione”, che poi è la traduzione dal francese di Première Vision, che ha trasformato Parigi nella capitale della moda per tre giorni, dal 19 al 21 settembre. Si potrebbe tranquillamente ribattezzarla “ultima visione” visto che il salone parigino ormai mette la parola fine sul calendario delle fiere europee di settore.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.17278801:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17278801:1652425691/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Giù il sipario sulla kermesse tessile, è tempo di bilanci. «L’ideale per il distretto pratese sarebbe forse anticipare le date agli inizi di settembre – propone Maurizio Sarti, presidente del consorzio Pratotrade che raggruppa 35 lanifici pratesi – Ma ne parleremo fra i nostri soci a ottobre, quando ci rivedremo per fare il punto sulla tempistica delle fiere e, in particolare, su Parigi». Sì perché l’affluenza agli stand pratesi non è stata così massiccia come negli anni passati, complice la concomitanza con le sfilate di moda a Milano che, in qualche caso, hanno fatto saltare il viaggio a Parigi soprattutto agli stilisti americani. «La partecipazione alle fiere rappresenta un costo – ammette Sarti – che diventa meno sostenibile se non produce reali benefici per le aziende. I rapporti con l’organizzazione di Première Vision sono sempre stati buoni: riferiremo loro le nostre eventuali perplessità». Tra i corridoi della fiera si vocifera che il calo di visitatori sia del 5%: qualcuno azzarda una diminuzione del 10%. Ma la manifestazione appena archiviata ha segnato il “battesimo” di Ecomood, il progetto di Pratotrade per valorizzare i tessuti più ecosostenibili delle aziende consorziate. L’allestimento dello stand collettivo, con il top delle collezioni pratesi più votate all’ecosostenibilità, è piaciuto a 200 visitatori, che hanno chiesto informazioni ben precise sui tessuti in vetrina.
L’atmosfera è stata comunque meno frizzante che a Milano Unica che ormai ha fatto la scelta di giocare d’anticipo a luglio sulle collezioni per l’autunno/inverno. «Première Vision si svolge troppo tardi: alcuni clienti non si sono visti perché impegnati con le sfilate, soprattutto i brand americani più di nicchia», ammette Sandro Ciardi dell’azienda Dinamo Contemporary Fabrics che a Parigi ha portato una collezione di lane di tendenza e ben strutturate.
Certo, sarà un’edizione da ricordare per i Pv Awards assegnati a Marini Industrie, freschi del Gran Premio ricevuto per il tessuto più bello del mondo: la famiglia Marini ha ricevuto anche i complimenti del sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini. E poi c’è chi sposa la moda e l’arte contemporanea come il lanificio Manteco che nella capitale francese era in vena di festeggiamenti.
L’azienda ha concluso i festeggiamenti per i suoi 75 anni di attività con un esclusivo party alla Secret Gallery dove ha presentato in anteprima un’installazione di Loris Cecchini appena acquistata. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
