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edilizia  

Cantiere con operai a nero e irregolari Denunce e espulsioni

Sanzione di 23.000 euro al titolare cinese, nei guai anche il proprietario dello stabile di via Torino. Il blitz dei carabinieri

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PRATO

Non ci sono solo sfruttamento, lavoro irregolare e concorrenza sleale nel tessile. Suona un campanello d’allarme per l’edilizia con gli occhi a mandorla, come dimostra l’ultimo controllo effettuato in una ditta cinese che stava lavorando in uno stabile di via Torino. Una squadra composta dal nucleo ispettori del lavoro dei carabinieri di Prato, dal comando provinciale e dagli ispettori del lavoro dell’area tecnica, ha trovato quattro manovali al lavoro che, oltre a essere sprovvisti di documenti relativi al permesso di soggiorno e dunque con lo status di irregolari, operavano senza il rispetto delle più elementari norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, privi di dispositivi di protezione individuale (scarponcini di sicurezza, guanti, caschetti) e senza un piano operativo di sicurezza dei lavori.

Al termine delle operazioni, il personale ha denunciato a piede libero alla Procura il titolare quarantottenne della ditta edile per sfruttamento di manodopera clandestina oltreché per svariate violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, procedendo inoltre alla sospensione dell’attività imprenditoriale dell’azienda, che operava con il 100% di lavoratori irregolari.

Sono state elevate a suo carico sanzioni amministrative e ammende per oltre 23.000 euro. Non se l’è cavata nemmeno il proprietario dell’appartamento, un trentenne cinese anche lui denunciato per non avere verificato l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria dei lavori. I quattro lavoratori irregolari sono stati quindi condotti al comando provinciale di via Picasso per le procedure di identificazione ed espulsione dal territorio italiano.

« Ormai possiamo considerare queste notizie di routine – commenta Aldo Milone di Prato libera e sicura – In città siamo arrivati ad una sorta di assuefazione. La novità poteva essere il settore edile anche perché era quello meno attenzionato in questi anni. Sarebbe il caso però che anche questo settore venga posto sotto controllo visto che le ditte orientali, operanti in questo campo, non rappresentano lo stesso numero delle confezioni. Però la cosa che lascia veramente stupiti è il controllo effettuato ad una tintoria cinese, avvenuto qualche giorno fa, mediante il quale sono state evidenziate diverse violazioni ma soprattutto la presenza di operai quasi tutti al nero e anche clandestini di varie nazionalità».

«Dopo il pagamento della relativa sanzione il titolare ha subito ripreso l'attività e forse continuando a lavorare con le stesse modalità prima del controllo – prosegue Milone – Ovvero con lavoratori al nero. Credo che per dare un segnale chiaro da parte dello Stato e di questo governo in particolar modo, è opportuno fare alcune modifiche legislative che determinano sanzioni più dure tali da comportare una sospensione, o chiusura dell'attività, per lunghi periodi». —

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