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Toscana economia

Firmata da Marini Industrie la stoffa più bella del mondo

Maria Lardara
Da sinistra, Riccardo, Francesco e Roberto Marini dopo aver ritirato il Gran Premio
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Da sinistra, Riccardo, Francesco e Roberto Marini dopo aver ritirato il Gran Premio

È l'unico lanificio pratese premiato a Première Vision: ha vinto una viscosa speciale. Francesco Marini: "Oscar dedicato a chi lavora tutti i giorni nella nostra azienda"

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PRATO.  È come aver creato la stoffa più bella del mondo. È il tessuto numero uno, quello da Oscar. Duchesse di viscosa tinta in giallo che evoca il colore acceso del tuorlo d’uovo, firmato Marini Industrie. Una stoffa inedita, baciata mercoledì 19 settembre dal riconoscimento più prestigioso: il Gran Premio di Première Vision conferito da una giuria internazionale presieduta dallo stilista belga Olivier Theyskens.

La creazione pratese è stata scelta sulla collezione mondiale dei tessuti, il top del tessile mondiale su una produzione immensa. È stato selezionato per la sua mano particolare. "Cascante come la viscosa, cruda e compatta come la seta – spiega un emozionato Francesco Marini raggiunto telefonicamente a Parigi dopo aver ritirato il premio con il padre Riccardo e lo zio Roberto – Una mano che permette di costruire e confezionare delle forme particolari".

La decima edizione dei Pv Awards parla dunque pratese dopo che, nel 2010, il Gran Premio toccò a un altro pratese, il lanificio Luigi Ricceri. "Pensi di fare quotidianamente un ottimo lavoro – aggiunge Marini – ed ecco che poi ti arriva un riconoscimento così importante. Che dedico a tutti coloro che, ogni giorno, vengono a lavorare in azienda, alla nostra squadra". Premiato anche un piccolo lanificio di Agliana, la Texlover: un tessuto realizzato dal disegnatore pratese Stefano Pierattini ha ricevuto l’Handle Prize 2018. Ma mercoledì è stato anche il giorno del debutto di Première Vision, con tutte le incognite derivanti dalla tempistica della fiera che oggi chiuderà i battenti. Dopo tanto tempo la kermesse parigina ha dato il bentornato agli asiatici, cinesi, coreani e giapponesi in testa. "Molti asiatici che non si vedevano da diverse edizioni, complice forse la minore paura per loro di viaggiare all’estero – sottolinea Francesco Bellucci del lanificio Mario Bellucci – Al mio stand ho visto però anche tanti americani. C’è molta richiesta di cashmere che ha avuto un rincaro del 20%".

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È il cashmere riciclato la novità della collezione targata Mario Bellucci, almeno da due edizioni a questa parte. E riciclato fa rima con sostenibile, come si declina la viscosa che propone in collezione Inseta con la certificazione Fsc. "Abbiamo portato a Parigi tessuti caratterizzati da grande ricerca che, nella presentazione, s’accompagnano a uno shooting fotografico realizzato al Museo del Tessuto", racconta l’imprenditore Uberto Ciatti.

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Da Parigi arriva anche un monito da Andrea Cavicchi, presidente della sezione moda di Confindustria Toscana Nord. Perché mai come in questo momento occorre fare fronte comune nel distretto, per contrastare l’aumento dei costi delle materie prime e, a cascata, sui listini di tutte le fasi di lavorazione. "Tuteliamoci insieme senza schiacciare le lavorazioni della filiera. Se i clienti cercano il nostro prodotto, al di là del prezzo, un motivo ci sarà. Garantiamo qualità, servizio, ricerca e fantasia". Oggi secondo giorno di fiera.

Una curiosità, infine, dagli stand di Première Vision. Un’idea di gadget originale l’ha avuta il lanificio Mario Bellucci. Per coccolare i suoi clienti, sempre alle prese con la ricerca di una presa per ricaricare il cellulare, l’azienda regala a ognuno di loro un caricabatterie portatile.

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