Attenzione
Cicloamatore cade e muore scendendo da Montepiano
La vittima è un proprietario immobiliare di Santa Lucia. Ai due amici ha detto che si sarebbe fermato a bere: l’hanno trovato senza vita accanto al guard rail
PRATO
Quella che doveva essere una bella gita in compagnia degli amici amanti delle due ruote si è trasformata in una tragedia ieri mattina sulla strada regionale 325, tra Montepiano e Mercatale di Vernio, dove un ciclista pratese di 61 anni, Alessandro Lombardi, ha perso la vita cadendo dalla bici e finendo la sua corsa contro il guard rail.
L’incidente è accaduto pochi minuti dopo le 11 in un tratto in discesa. Fino a pochi minuti prima Lombardi, che abita a Santa Lucia, era insieme ai due amici coi quali era uscito per un tranquillo giro in Valbisenzio. Un paio di chilometri dopo Montepiano, in direzione di Prato, l’uomo ha detto agli altri che si sarebbe fermato a un fontanello per riempire la borraccia e che li avrebbe raggiunti più avanti. Gli altri due hanno proseguito tranquillamente fino a Mercatale ma quando sono arrivati in paese si sono chiesti se all’amico non fosse successo qualcosa. Quando hanno visto partire l’ambulanza della Croce Rossa a sirene spiegate, la preoccupazione è comprensibilmente aumentate e così hanno deciso di rifare la strada all’indietro per vedere che cosa fosse accaduto. Durante il tragitto hanno incrociato anche un’automobilista che ha raccontato di aver visto un ciclista accasciato sul ciglio della strada e i timori sono diventati certezze.
Quando finalmente i due amici di Lombardi sono arrivati a due chilometri da Montepiano hanno trovato la strada chiusa e sul posto una pattuglia dei carabinieri, una della polizia municipale e l’ambulanza il cui medico aveva tentato invano di soccorrere il ciclista.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, Lombardi potrebbe aver perso il controllo della bicicletta mentre cercava di bere dalla borraccia. Ieri mattina nella zona soffiava un forte vento e una raffica potrebbe avergli fatto perdere l’equilibrio. Ma sarà solo l’autopsia a chiarire le cause della morte. Lombardi potrebbe essere anche stato vittima di un malore, e per questo aver perso il controllo della bici.
«Alessandro era uno esperto - lo ricorda Federico Menici, compagno di diverse gite - Ci teneva alla sicurezza e indossava sempre il caschetto». Lombardi faceva parte del gruppo che fa capo al Team Gastone Nencini di via Bologna e da lì partiva spesso per i suoi giri, anche nei giorni infrasettimanali. Era iscritto al gruppo fin dalla sua costituzione, tre anni fa.
Dello stesso gruppo fanno parte i due ciclisti che lo scorso 10 settembre sono stati travolti da un autocarro mentre pedalavano sul viale dell’Unione Europea, tra Prato e Montemurlo. Uno di loro, quello che ha riportato le ferite più gravi, è ancora ricoverato all’ospedale fiorentino di Careggi.
Alessandro Lombardi, padre di una donna ormai sposata, abitava insieme alla moglie a Santa Lucia e in passato è stato un imprenditore tessile, mentre ora viveva riscuotendo gli affitti delle sue proprietà immobiliari.
Della salma si sono occupati i servizi funebri della Misericordia, che l’hanno trasferita all’ospedale di Prato in attesa dell’autopsia o di un esame esterno per chiarire le cause della morte. —
PAOLO NENCIONI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
