Sicurezza
Trovato un cadavere, forse è il canoista
I resti di un uomo riemergono dal lago di Bilancino: potrebbero essere quelli di Romano Giusti scomparso nel marzo 2016
PRATO
Un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato recuperato ieri sera nel lago di Bilancino, in provincia di Firenze. Secondo quanto reso noto dai carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco in seguito a una segnalazione, si tratterebbe di un uomo, vestito con abbigliamento da canoista. L’ipotesi ritenuta al momento più probabile è che possa trattarsi di un uomo originario di Prato, scomparso nel lago nel marzo 2016.
Il riferimento è a Romano Giusti, un uomo di 79 anni di cui non si hanno più notizie dal 5 marzo 2016. Quel pomeriggio, era un sabato, Giusti decise di fare un’escursione con la canoa nell’invaso artificiale, ma quando calò il buio i suoi familiari non lo videro tornare a casa. Sapevano che era andato al Bilancino e dettero subito l’allarme ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine. La canoa e le pagaie furono trovate la mattina successiva portate dalla corrente verso la riva, ma il corpo non è mai stato ritrovato, forse perché impigliato sul fondo del bacino.
Giusti era un grande sportivo, esperto nuotatore e da sempre appassionato di tennis (da anni socio dal Tennis Club Prato). Per questo, nonostante l’età avanzata, si sentiva in grado di affrontare sfide che avrebbero fatto paura a uomini molto più giovani. Quel sabato pomeriggio il tempo peggiorò rapidamente, ci fu un temporale e le condizioni sul lago di Bilancino non erano favorevoli, nemmeno per una persona esperta come lui. Di qui l’ipotesi, che col tempo è diventata praticamente una certezza, che Giusti potesse essere annegato.
La sua auto fu trovata con gli abiti all’interno e il cellulare, chiusa a chiave. Tutto come d’abitudine. Giusti, che era il titolare dell’autoscuola “Quattro ruote” , ogni sabato da anni, qualunque fossero le condizioni meteo aveva l’abitudine di andare al Bilancino ad allenarsi. Sportivo di razza, non si è mai fermato tenendo il fisico, asciutto, sempre in piena attività. E nonostante l’età, comunque avanzata, tutti coloro che l’avevano visto o incontrato non avevano dubbi sulla sua padronanza della canoa.
I sommozzatori dei vigili del fuoco lo cercarono per giorni nel marzo di due anni fa, ma quasi subito si era capito che c’erano poche speranze. «So che mio marito anche con una gamba sola sarebbe rientrato» commentò il giorno dopo la moglie Vittoria.
Ora, se l’ipotesi formulata dai carabinieri si rivelerà giusta, i familiari di Giusti potranno almeno avere il conforto di dargli una degna sepoltura. Il particolare dell’abbigliamento tecnico da canoista riferito dai militare sembra non lasciare molti dubbi sull’identità del morto, ma certo bisognerà aspettare gli esami autoptici, o qualche oggetto particolare trovato sul posto, per avere la certezza. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
