Finanza
Ecco perché Biffoni è finito nel calderone del processo Creaf
PRATOIn occasione dell’approvazione del bilancio 2015 del Creaf, il Centro di ricerca fallito due anni dopo e per il quale ora il sindaco Biffoni è imputato di cooperazione colposa in bancarotta...
PRATO
In occasione dell’approvazione del bilancio 2015 del Creaf, il Centro di ricerca fallito due anni dopo e per il quale ora il sindaco Biffoni è imputato di cooperazione colposa in bancarotta semplice insieme ad altri otto tra ex amministratori e sindaci revisori, gli amministratori della società fecero presente che il bilancio poteva essere approvato a patto che arrivassero altri finanziamenti. Il bilancio fu effettivamente approvato, ma i finanziamenti non arrivarono. È questo uno degli elementi che hanno convinto la Procura a citare in giudizio Biffoni insieme all’ex presidente della Provincia Lamberto Gestri.
È stata invece chiesta l’archiviazione dell’originaria accusa di falso in bilancio a carico dell’ex amministratrice Laura Calciolari.
Ma nelle conclusioni dell’inchiesta manca una parte che ha impegnato gli inquirenti per più di metà del tempo dell’indagine, e cioè gli accertamenti sul valore del capannone di via Galcianese dove doveva nascere il Creaf. Pagato relativamente poco da un privato, rivenduto a un prezzo molto più alto al pubblico e messo a bilancio per un valore ancora più alto. Si sono cercate le prove di una possibile corruzione, ma non le si sono trovate. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
