Toscana
Cinque gruppi di vicinato «È videosorveglianza umana»
Ecco chi sono i coordinatori dei gruppi WhatsApp che vigilano sui quartieri «Non facciamo gli eroi, se c’è una situazione sospetta avvertiamo la polizia»
PRATO
Una videosorveglianza naturale. Così Marco Boretti definisce i gruppi di controllo di vicinato. Boretti è il coordinatore del gruppo di Iolo, uno dei cinque attualmente presenti in città. Tutti attivi attraverso una chat di WhatsApp per tenere gli occhi sempre ben aperti su quanto accade nella propria zona di residenza.
Il primo gruppo di controllo del vicinato nato a Prato, lo scorso anno, è quello di Maliseti coordinato da Giovanni Mosca, poi è seguito quello della Querce (coordinatore Alessio Zipoli), quindi Iolo (coordinatore Marco Boretti), della Castellina (coordinatori Enrico Belluomini e Federico Torri) e infine quello di via Petrarca (coordinatori Enzo Tusa e Sanzio Cappellini). Tutti con lo scopo di vigilare nella propria area ma senza sostituirsi alle forze dell’ordine. «Né tantomeno cercare di fare gli eroi – commenta Marco Boretti – Solo una videosorveglianza naturale, come amo chiamarla. Per vedere cosa accade intorno a noi. Ovviamente chi nota un episodio di emergenza deve avvisare le forze dell’ordine, questo è chiaro». Sul gruppo WhatsApp vengono segnalate le cose che non vanno, come ad esempio persone sospette che possono aggirarsi in strada. «In agosto – aggiunge Boretti – abbiamo scongiurato un furto grazie alla prontezza di una residente della zona che ha segnalato via chat la presenza di due persone sospette e da qui è partita la segnalazione alle forze dell’ordine che hanno inviato sul posto una pattuglia. Ma, per fortuna, nel mese scorso, sono pochissimi gli episodi malavitosi che si sono verificati nella frazione di Iolo, segno che la nostra iniziativa funziona come deterrente alle attività criminose. Anche l’ultimo episodio che abbiamo segnalato ha visto la collaborazione dei residenti. È proprio vero: l’unione fa la forza». Ma se per i fatti di emergenza vengono chiamati la polizia o i carabinieri, diversa è la cosa per quanto riguarda altri problemi. «Ci sono episodi di spaccio e degrado – afferma Boretti – In questo caso raccogliamo le segnalazioni di quanti scrivono sul gruppo (composto da circa 70 iscritti, ndr) e poi la cosa viene inviata alle istituzioni. Comunque, devo dire che gli episodi di furti sia in abitazione sia nelle auto al momento, per fortuna, sono diminuiti». Funziona nello stesso modo anche il gruppo di vicinato di Maliseti, il primo ad essere nato in città. «L’intento – commenta il coordinatore Giovanni Mosca – è quello di vigilare sul nostro quartiere ma senza sostituirci alle forze dell’ordine, non facciamo ronde e non vogliamo fare gli eroi. Se c’è qualche fenomeno che non torna allertiamo, ad esempio, la polizia. In situazioni di pericolo non bisogna intervenire ma contattare subito le forze dell’ordine. Inoltre – aggiunge Mosca – Si viene a creare un rapporto con i vicini e si innesta un rapporto di fiducia. Nella nostra zona ci sono pure i cartelli che indicano che c’è un controllo di vicinato. Un deterrente, quindi. Un avviso che informa che ci sono mille occhi puntati». E sul cartello attraverso un cover qr code anche un cittadino non facente parte del gruppo può contattare il coordinatore del gruppo, qualora avvertisse l’esigenza di farlo perché nota qualcosa di sospetto. E a Maliseti non ci sono solo gli occhi delle circa 150 famiglie del gruppo di controllo di vicinato a vigilare ma c’è anche attenzione verso gli anziani, ad esempio. «A queste persone – termina Giovanni Mosca – abbiamo consegnato un vademecum di come comportarsi e di come stare attenti». —
AZELIO BIAGIONI
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